Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel

Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel
Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel

Raccontare storie di misteri è un’arte sopraffina: saper raccontare qualcosa che è realmente successo e che ha come oggetto morte misteriosa di una persona è faccenda ancora più delicata. Su Netflix arriva la docu-serie “Sulla scena del delitto: il caso del Cecil Hotel”, che configura come produttore esecutivo Ron Howard e Joe Berlinger.

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel

Questi 4 episodi che compongono la serie raccontano fedelmente quello che accadde nel 2013 all’interno del Cecil Hotel di Los Angeles, che scosse l’opinione pubblica tanto da farlo diventare un caso mediatico.

Questo riguarda la morte di Elisa Lam, una giovane ragazza ospite dell’Hotel: una studentessa canadese di origine cinese, la quale aveva deciso di intraprendere un viaggio da sola con sé stessa, spostandosi a “La la land” per una breve vacanza all’insegna della cultura e del divertimento.

La telecamera ci porta dentro un albergo tipicamente americano quanto imponente e per certi versi, anche un po’ intimidatorio: un ingresso fastoso, con un soffitto molto alto, un numero elevato di piani, quasi un grattacielo che svetta sulla città di Los Angeles. Un hotel allo stesso tempo rivolto proprio ai turisti, per la sua politica sui prezzi tendenti al ribasso (rispetto alla media americana) e quindi per certi versi più accessibile ai più.

Elisa Lam è giovane, ha 22 anni e studia all’università della British Columbia: ha un carattere dolce, riflessivo, ama scrivere e tenere una sorta di diario personale online sul social network Tumblr, in cui riversa i suoi timori, le sue paure, le sue speranze.

Una personalità complessa

Elisa Lam è arrivata al Cecil Hotel e di lì, dopo qualche giorno di permanenza, di lei non si hanno avuto più notizie: le autorità locali l’hanno cercata, la famiglia ha lanciato un appello anche in televisione, ma Elisa sembrava davvero sparita nel nulla.

Le autorità cominciano a domandarsi cosa possa esserle successo e tutte le opzioni valutate tendono verso la soluzione più tragica, che però viene ricercata sempre fuori dall’Hotel: e se invece la soluzione andasse cercata all’interno dell’albergo stesso?

A forza di cercare una soluzione, che sembrava così lontana e invece poi lo spettatore si renderà conto di quanto fosse in realtà così vicina, le autorità cercarono di capire un po’ meglio chi fosse Elisa Lam e se per caso la sua vita e le sue esperienze private potessero aver avuto un peso sulla sua sparizione: da queste ricerche e dai confronti con i familiari, venne fuori un ritratto di una ragazza fragile, delicata e affetta da un disturbo bipolare e da una precoce depressione.

Queste sono malattie complesse, delicate e che vanno molto spesso al di là della semplice capacità di comprensione di uno spettatore: chi ne è affetto, frequentemente ha delle allucinazioni, periodi di buio in cui non ha interesse nei confronti del mondo e anzi lo teme al punto di non volersi più relazionare con nessun altro essere umano.

Una casualità o un omicidio

Il caso di Elisa Lam sollevò molto scalpore non solo per i suoi contorni così ben poco chiari e per certi versi anche molto spaventosi, ma anche perché mise sotto i riflettori il Cecil Hotel, in quanto lo stesso era già stato in qualche modo se non coinvolto direttamente, almeno collegato ad alcuni degli omicidi più efferati di Los Angeles: ad esempio nel 1964 quella che venne soprannominata “Signora dei piccioni” venne violentata e assassinata all’interno della sua stanza del Cecil Hotel e il colpevole non venne mai scoperto.

Nell’albergo soggiornarono anche due degli assassini più violenti conosciuti nella storia americana: Jack Unterweger e Richard Ramirez, che soggiornarono entrambi al Cecil durante il loro periodo di attività criminali.

Nessuno vuol dare la colpa o puntare il dito contro una struttura, né tanto meno si vuol pensare a fenomeni paranormali o di possessione addirittura di una struttura alberghiera come un’altra: la realtà dei fatti sta nella sparizione e morte di una giovane ragazza, che questa docu-serie tratta attenendosi strettamente ai fatti, senza dare troppo spazio alle varie teorie di complottismi vari ed eventuali, ma permettendo allo spettatore si seguire la storia e provare anche un senso di dispiacere profondo per una vita spezzata così presto.

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