Dead Pigs: il ritratto delle disparità sociali

Dead Pigs: il ritratto delle disparità sociali
Fonte: Mubi

Una regia al femminile per Dead Pigs, il film debutto di Cathy Yan che mette in scena le contraddizioni della nuova società cinese. Dal 12 febbraio è approdato su Mubi, la piattaforma streaming per cinefili dedicata al cinema d’autore, di nicchia e non solo. Per chi non lo avesse ancora visto si consiglia di leggere soltanto l’ultimo paragrafo.

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Fonte: Sentieri Selvaggi

Spoiler

Nella scena iniziale lo spettatore si trova immerso nelle acque di un mare per poi scoprire che si tratta dell’esperienza di realtà virtuale del personaggio inquadrato, il signor Wang. Un allevatore pieno di debiti che, come tanti altri, deve far fronte all’epizoozia, una malattia infettiva che colpirà tutti i maiali del circondario. Tale avvenimento lo costringe a pregare invano la sorella di vendere la casa (proprietà di famiglia) per affrontare le difficoltà economiche.

All’ingenuità e alla scarsa capacità di reazione dell’uomo si contrappone la forza e la tenacia della sorella Candy, la quale si batte con veemenza contro una società di costruzioni che vuole abbattere la sua casa per costruire residenze di lusso.

Ci sono poi i giovani protagonisti: Wang Zhen (il figlio del signor Wang) fa il cameriere in città e si innamora di Xia Xia, una ragazza benestante che inizialmente non lo nota. Ma il ragazzo si prende cura di lei in ospedale e piano piano nasce un legame puro tra loro, quasi idilliaco e fanciullesco. La ragazza capisce che non conta lo status sociale quando si tratta di sentimenti e si affeziona al ragazzo, ma la loro non è una favola e nel finale le vite dei due si separeranno.

Il momento cruciale della pellicola è sicuramente quello in cui Candy sale sul tetto della sua abitazione con il suo amato cagnolino in braccio, ponendosi come ostacolo per la gru e quindi per la demolizione della casa. Il pathos aumenta quando il fratello si inginocchia in mezzo alla folla degli astanti (riuniti lì per l’accaduto) e le chiede scusa, esortandola a mettersi in salvo.

Inizia così un canto corale che coinvolge tutti i protagonisti del film e che ricorda quasi un musical, una melodia spensierata che fa tornare il sorriso a tutti.

Il finale ha due risvolti: da una parte trasmette speranza con Wang Zhen che frequenta un corso di inglese per poter avere un futuro lavorativo migliore, ma dall’altra è amaro perché i due fratelli, anche se di nuovo complici, sono stati costretti a trasferirsi in un agglomerato urbano. Il sistema capitalistico ha quindi la meglio sulla società, ormai contaminata nella mentalità e nello stile di vita dal Dio Denaro.

Non spoiler

Cathy Yan vuole denunciare il progresso che ha portato la Cina ad avere una grande disuguaglianza sociale ed economica tra le classi, ponendo l’attenzione sulle vite delle persone. Non c’è una linea di demarcazione tra bene e male, ma soltanto storie che rivelano queste due sfere intrinseche.

Il disastro, su cui si basa la narrazione, è un fatto realmente accaduto a Shangai nel 2013, quando furono ritrovati morti più di 16000 maiali, scaricati nel fiume. Il capitalismo cinese diviene lo spartiacque tra i ricchi e i poveri, tra i potenti che hanno la possibilità di determinare la vita dei più deboli e questi ultimi che soccombono, ormai inghiottiti dal sistema corrotto.

Anche Candy, proprietaria di un salone di bellezza, è costretta a piegarsi alla volontà di chi conta di più ma è comunque inserita in una dimensione improntata sul successo e sul denaro, come si evince dalla scena in cui le sue dipendenti si danno la carica al motto di: “Tu sei la migliore, tu sei talentuosa, tu sei unica. Tu avrai successo!”.

Il signor Wang invece, è il personaggio più mediocre ma anche il più autentico, crede di avere uno spirito imprenditoriale ma è solo un sognatore che non riesce a dare forma ai suoi pensieri. Condivide con gli amici il visore VR appena acquistato ma è anche colui che si infuria con il figlio quando scopre che fa il cameriere e non il lavoro prestigioso che credeva. Si lascia sedurre dai beni materiali ma è anche capace di avere cuore.

Una figura positiva è sicuramente Wang junior, leale e sempre pronto ad aiutare le persone che ama. Nei momenti più duri che lo porteranno a sperimentare alcuni espedienti poco virtuosi, il ragazzo troverà la forza di andare avanti e di tornare sulla retta via.

In definitiva, Dead Pigs è un film godibile che non regala mai dei forti scossoni allo spettatore, ma ha una fotografia ben studiata e degli attori estremamente credibili.

Articolo a cura di Veronica Cirigliano

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