Ototo-About her brother, l’intelligente remake di Yoji Yamoda

Ototo-About her brother, l’intelligente remake di Yoji Yamoda
Fonte: comingsoon.it

All’insegna del remake

La rassegna sul cinema giapponese continua all’insegna di un altro sapiente omaggio da maestro a maestro: oltre al commovente remake del capolavoro di Ozu, Tokyo Family, nel 2010 Yoji Yamoda rende onore al regista Kon Ichikawa (1915-2008) riproponendo, con qualche piacevole variante, il rifacimento della pellicola del 1960 Ototo-About her brother, che nel 1961 vinse il premio Un certain regard al Festival di Cannes.  

Il dramma di Ichikawa, ambientato nel 1926, quando la tradizione giapponese era ben solida e incentrata sulla condizione lavorativa di piccoli nuclei familiari, si concentra soprattutto sulla relazione tra un fratello e una sorella, nel momento in cui il protagonista maschile, Hekiro, scopre di essere affetto da una malattia terminale e la sorella Gen, nonostante il rapporto conflittuale, continua a prendersi cura di lui, portandolo al raggiungimento di alcune profonde consapevolezze. 

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Ototo, 1960 (Fonte: rarefilm)

Il riadattamento filmico di Yamoda

Nell’adattamento filmico in chiave moderna di Yamoda, Ototo (che in giapponese significa appunto fratello, con una lieve declinazione vezzeggiativa) è Tetsuro, unanimemente considerato la pecora nera della famiglia. Fratello stravagante e strambo della giovane vedova Ginko, è lui che battezza la nipote con il nome di Koharu, e decide, pur non invitato – e non gradito – di partecipare alle nozze della ragazza con un promettente medico di Tokyo da cui divorzia per una grave incompatibilità e per una mancanza sensibilità da parte di lui. 

Tutti noi abbiamo avuto uno zio imbarazzante che ha, con le sue esagerazioni, rovinato qualche piacevole momento familiare. Tetsuro non smentisce il suo ruolo e, ubriaco, sbarca da Osaka alle nozze della nipote gettando nella vergogna e nello sconforto tutti i membri della famiglia, che ne determinerà in maniera ancora più categorica l’allontanamento. Tutti, tranne la sorella Ginko, che comunque lo accoglie ancora a casa prima del rientro a Osaka. Non si tirerà indietro nemmeno quando la compagna di Tetsuro si rivolgerà alla sorella per farsi rimborsare di tutti i risparmi persi dall’uomo nel gioco e nell’alcol. Impoverita e delusa, Ginko sembra allontanarsi definitivamente dal fratello, covando però un presentimento che la porterà a denunciare la sua scomparsa. Effettivamente il fratello, rispettando l’originale di Ichikawa, è gravemente malato e ricoverato in un centro per malati terminali. 

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(Fonte: RaiPlay)

Da questo momento in poi la trama si riconnette più fedelmente alla pellicola originale degli anni Sessanta, evidenziando le importanti fasi di riscoperta degli affetti familiari e della catarsi di tutti i personaggi: in primis del fratello Tetsuro, poi di tutti gli altri componenti della famiglia, compresa la giovane nipote che, con il nuovo fidanzato e promesso sposo, riceve la benedizione dello zio per la nuova e – stavolta – felice unione. 

Nel cinema di Yamoda, rispetto anche alla pellicola di Ichikawa, l’attenzione verso la storia dei due fratelli è ridimensionata in favore dello sviluppo dei personaggi collaterali, che assumono una propria autonomia all’interno dello spazio filmico; il commovente e allo stesso tempo spensierato ritratto corale di una intera famiglia, sullo sfondo dei condizionamenti sociali, è sublimato da una recitazione delicata e fedele al genere familiare e popolare di cui il regista è indimenticato rappresentante nell’arcipelago nipponico.

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