La Rivoluzione Digitale / 3: I DATI: dalla Rete la salvezza per le telco

Mobile World Congress 2014: un evento unico nel suo genere, imponente, 80.000 persone tra partecipanti ed operatori, una settimana dedicata alla Rivoluzione Digitale.

Me ne avevano parlato bene ma mai avrei immaginato di partecipare ad una simile kermesse, tra operatori di telecomunicazioni tradizionali e start up innovative, tra fornitori di infrastrutture e sviluppatori di contenuti media, tra consulenti di ogni genere e produttori di sensoristica sofisticata per la nuova frontiera “Internet of Things”.

Il tutto a Barcellona, con un indotto economico impressionante, che coinvolge fornitori di servizi di ogni tipo: e mi chiedo perché non in Italia ? Mai come in questo momento avremmo bisogno di conquistare il palcoscenico mondiale con una simile iniziativa per dire al mondo tecnologicamente avanzato che ci siamo anche noi, anzi noi spesso siamo i veri pionieri delle nuove idee ed intuizioni.

E proprio di nuove idee ed intuizioni hanno oggi assoluto bisogno le telco, gli operatori di telecomunicazioni tradizionali che vedono ridursi sempre di più, talvolta in modo preoccupante, i margini di profitto legati ancora alla voce e ai dati tradizionali quali sono ad esempio gli sms.

Ormai i ragazzi parlano con WhatsApp, neanche più con Facebook, e la generazione precedente dialoga con Twitter: si usa il telefono per comunicare a voce sempre di meno e si usano i nuovi servizi sulla Rete sempre di più.

Quello che si chiede ad un operatore telco sono offerte a prezzi sempre più bassi e un servizio di accesso alla rete sempre più veloce ed affidabile, inclusa la WIFI di casa che deve essere sempre ON a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Le telco tradizionali sono schiacciate da questa velocità e dalle richieste di sempre maggiore innovazione e rispondono con politiche commerciali aggressive ma soprattutto con un management di rete che spesso è lo stesso al comando da decenni, incapace di seguire o anticipare una Rivoluzione Digitale così travolgente.

Non è assolutamente un problema italiano, anzi, ma mondiale e la risposta non può che essere nel considerare i Dati come un asset da valorizzare al massimo, al punto che dovrebbero avere una voce nel conto economico della azienda.

I Network Data in particolare sono una miniera di dati da analizzare per dimensionare la capacità delle singole celle in modo ottimale, mirando gli investimenti nell’upgrade in modo selettivo potenziando quelle sottoutilizzate ma con maggior indice commerciale e non sprecando preziose risorse in inutili piani di investimento che non danno alcun ritorno.

Ma i Network Data sono anche la nuova frontiera per il marketing e il commerciale perché è lì che si misura la Customer Experience, è lì che il cliente sceglie cosa e come comprare: se si blocca il download di un video a casa il mio giudizio su quell’operatore sarà assolutamente negativo e talvolta ciò accade solo perché in contemporanea vi è un concerto rock che “stende” la rete per due ore a causa dello streaming fatto dai ragazzi che vi assistono.

Se le telco non si decideranno a valorizzare urgentemente i Network Data con programmi di analisi avanzata quando se ne accorgeranno sarà troppo tardi perché Mark Zuckenberg (come diceva a Barcellona) ha intenzione di connettere il mondo e ha già operatori quali Globo disposti a offrire supporto gratis per Facebook e WhatsApp pur di non perdere il treno e conquistare future quote di mercato di cross-sell.

 di Fabrizio Padua

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