La forza di essere Sinner
Un uragano di emozioni, una forza della natura, un nuovo totem da venerare. Jannik Sinner è il nuovo idolo degli italiani che, a soli 24 anni, raggiunge il calibro di sportivi come Alberto Tomba o Marco Pantani. Incredibile. Il primo campione dell’era digitale da seguire in ogni turno di un torneo, qualsiasi esso sia. Con i suoi capelli rossi e un talento smisurato, Sinner entra nelle case degli italiani come un monumento vivente. La finale delle ATP Finals contro Alcaraz ha registrato il maggior numero di spettatori connessi della storia del tennis e il tutto esaurito all’Inalpi Arena di Torino.
Il duello con lo spagnolo promette di regalare anni di tennis spettacolare: un dualismo generazionale che ricorda i fasti Federer-Nadal, in attesa che arrivi un terzo incomodo capace di insidiare questo regno a due. Ma forse non arriverà mai. Sinner e Alcaraz giocano ormai un tennis così dominante che le partite contro il resto della top 10 sono diventate laboratori dove sperimentare nuovi colpi, variazioni tattiche, soluzioni inedite. Sono talmente certi della vittoria finale che possono permettersi di trasformare ogni match in una sessione di allenamento a cielo aperto, testando armi che poi useranno l’uno contro l’altro.
Ma l’effetto Sinner va ben oltre gli schermi. I numeri del movimento tennistico italiano parlano chiaro: dal 2020 ad oggi i tesserati sono esplosi raggiungendo quota 1.151.769 (+266%), mentre i praticanti complessivi hanno toccato i 6,5 milioni di persone. I circoli affiliati sono cresciuti del 29% rispetto al 2019, superando quota 4.000, con un incremento medio del 20-30% nelle iscrizioni alle scuole tennis. L’impatto economico del tennis e padel vale 8,1 miliardi di euro, mentre il tennis ha scalzato la Formula 1 diventando il secondo sport più seguito in Italia dopo il calcio. Sul fronte agonistico, il 2025 ha visto un record storico: 11 italiani nella top 100 ATP, con 7 di questi nei primi 50 del mondo. Un’onda anomala che ha trasformato il tennis da sport d’élite a fenomeno di massa, con liste d’attesa nei circoli e campi che non bastano più.
Sinner travolge, a suon di vittorie storiche, un intero Paese. Non è un caso che nello stesso giorno, mentre Jannik trionfava a Torino, la Nazionale italiana di calcio crollava sotto la pioggia di gol norvegese.
La rinuncia di Sinner alla Coppa Davis ha scatenato polemiche sterili, giudizi affrettati su scelte di cui sappiamo ben poco. La verità è che il calendario del tennis professionistico è diventato insostenibile: lo dimostra la rinuncia di Alcaraz per infortunio, l’ennesima vittima di un circuito che macina corpi e menti senza sosta. Troppi tornei, troppe aspettative, troppa pressione. Invece di riempirci la bocca di critiche da bar, dovremmo semplicemente goderci, in grande serenità, la bellezza di questo immenso campione. Jannik ha solo 24 anni e ci ha già regalato emozioni che resteranno nella storia dello sport italiano. Il resto è solo rumore di fondo.




