Ddl Sicurezza, dalla legge sulla legittima difesa alle baby gang
Nella giornata del 14 luglio, il Consiglio dei Ministri del Governo Meloni ha approvato il nuovo Ddl Sicurezza. Ma di cosa trattano le suddette norme, e perché sono così importanti? Tali provvedimenti ripongono le proprie radici in un argomento sempre più di attualità e sempre più celebre alle cronache.
Che si tratti della condanna al gioielliere Mario Roggero (il quale nel 2021 uccise due rapinatori dopo che questi si erano dati alla fuga), dell’omicidio di Giacomo Bongiorni o della recentissima aggressione ai danni di un cittadino iracheno da parte del militante di Futuro Nazionale Giuseppe Barboni, tutte queste notizie hanno un filo rosso che le collega. La sicurezza e la difesa personale.
“Avevamo preso un impegno con gli italiani: riportare lo Stato dalla parte delle persone perbene. Continuiamo a mantenerlo, un provvedimento dopo l’altro.”
Queste le parole della Premier Giorgia Meloni sul suo profilo X dopo l’approvazione del decreto. Ma facciamo un passo per volta.
Le norme “anti-maranza”
Tra i fenomeni più tristemente noti per i fatti di cronaca vi è il cosiddetto fenomeno dei “maranza”. Si tratta di piccoli gruppi, spesso composti da minorenni stranieri di seconda generazione, che approfittando dell’assenza dello stato in territori complicati come la periferia, si riversano nelle strade dedicandosi ad atti di natura criminosa. Questi vanno spesso dalle aggressioni al vandalismo.
Il nuovo Ddl Sicurezza estende il fermo preventivo anche ai minorenni qualora questi rappresentino una minaccia per l’ordine pubblico in luoghi come quelli preposti alla movida o i mezzi pubblici. Tra i fattori determinanti per la pericolosità di una persona o meno possono esserci anche il possesso di armi da taglio. In particolare il possesso di coltelli lunghi più di 8 cm può comportare il carcere dai sei mesi ai tre anni.
Non solo. Se gruppi di minorenni sono coinvolti in reati penali, il questore può disporre per questi il divieto di aggregazione. Pena la reclusione.
Lo stop ai risarcimenti
Ad essere modificata dall’ultimo provvedimento del Governo Meloni è anche la norma vigente sulla legittima difesa. Le condizioni necessarie affinché la legittima difesa venga effettivamente riconosciuta sono tre.
La minaccia di un’aggressione ingiusta, rivolta ad una persona o ai suoi beni. La proporzionalità tra minaccia e risposta. E infine lo status di turbamento psicologico di colui che si difende. In assenza di una delle suddette condizioni, si può parlare di eccesso colposo di legittima difesa.
Ma allora cosa cambia con il nuovo Ddl Sicurezza? Fondamentalmente una cosa sola. Si tratta della possibilità di richiedere risarcimenti in denaro.
Rapine, violenze sessuali, aggressioni o sequestri di persona. Chiunque rimanga ferito mentre commetteva uno dei suddetti reati non potrà mai più chiedere risarcimenti alla vittima. Ciò ovviamente si applica anche ai parenti delle vittime nel caso di decesso del colpevole.
La norma si riferisce direttamente alla vicenda di Mario Roggero. Questi, oltre alla condanna a 14 anni e 9 mesi per omicidio volontario, si ritrovò anche la richiesta di risarcimento di 3,3 milioni di euro da parte dei familiari delle vittime. Tuttavia, il nuovo iter non potrà essere applicato anche a Roggero, in quanto la sentenza è ormai definitiva, e il nuovo Ddl non ha valenza retroattiva.




