Nuova stretta sulla movida: il nuovo DDL Sicurezza e la Cura d’Urto contro i “Maranza”
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a una serie di integrazioni al DDL Sicurezza, introducendo misure pensate per contrastare la violenza giovanile, le cosiddette “baby gang” e quel fenomeno sociale e di costume ormai noto a tutti come “maranza”. Dalle piazze calde della movida alle stazioni delle grandi città, l’obiettivo è ripristinare l’ordine pubblico con strumenti preventivi più incisivi, ridisegnando le regole per i giovanissimi nei contesti di aggregazione urbana.
Una delle novità più incisive (e discusse) del pacchetto riguarda l’estensione del fermo preventivo, fino a un massimo di 12 ore, anche ai minorenni. Fino ad oggi, questo specifico strumento era riservato esclusivamente ai maggiorenni per prevenire disordini in contesti particolarmente sensibili. Con la nuova norma le forze dell’Ordine, inclusa la Polizia Locale, potranno intervenire e trattenere temporaneamente un minore nei luoghi della movida qualora vi sia il fondato sospetto che possa mettere in atto condotte pericolose, come il possesso di armi o strumenti atti a offendere. Per disinnescare i raid di gruppo e il vandalismo giovanile, il testo introduce inoltre un nuovo strumento in mano al questore: l’avviso orale con contestuale divieto di aggregazione. Se cinque o più persone adottano comportamenti molesti, intimidatori o violenti in luoghi pubblici, e hanno alle spalle precedenti o misure di prevenzione negli ultimi cinque anni, scatterà il divieto assoluto di radunarsi in gruppo. L’obiettivo è colpire la forza del “branco”, frammentando sul nascere le comitive che scelgono le aree della movida come teatro di scontro o di microcriminalità.
Il decreto punta anche a responsabilizzare direttamente le famiglie. Se un minore di 18 anni viene sorpreso con addosso coltelli o altri strumenti da taglio senza giustificato motivo, a risponderne saranno anche i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, con una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 200 a 1000 euro. Per chi invece partecipa a veri e propri raid vandalici di gruppo, distruggendo arredi urbani, dehors o vetrine dei negozi, la tolleranza diventa zero. In questo caso si rischiano fino a 5 anni di reclusione e multe che possono toccare i 15mila euro, a cui si aggiunge l’obbligo di ripristino dei luoghi a proprie spese.
Come c’era da aspettarsi, il provvedimento ha riacceso un forte dibattito politico e sociale in tutto il Paese. Da un lato, i sostenitori della linea dura difendono le norme come una risposta necessaria all’esasperazione dei commercianti e dei residenti delle zone della movida, stanchi di risse, rapine e vandalismo. Dall’altro, le opposizioni e diverse associazioni giovanili esprimono forte preoccupazione per il rischio di una criminalizzazione preventiva dei ragazzi, sollevando dubbi sulla legittimità costituzionale del fermo dei minori prima ancora che venga commesso un reato effettivo. La sfida sarà quella di dimostrare che queste misure sapranno colpire la reale devianza senza tradursi in una limitazione indiscriminata della socialità dei più giovani.




