Meloni e Macron ad Antibes: difesa, energia e Libano al centro del vertice bilaterale
Ad Antibes, nella villa Eilenroc affacciata sulla Costa Azzurra, si è tenuto il 36esimo vertice intergovernativo tra Italia e Francia. Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron hanno chiuso i lavori con una conferenza stampa congiunta in cui hanno rivendicato la solidità del rapporto tra i due paesi e delineato un’agenda comune su difesa, energia, spazio e crisi regionali.
I ministri dei due paesi, sette accordi firmati, un bilaterale di circa un’ora seguito da una cena a due: i numeri del vertice restituiscono la densità di un incontro che entrambi i leader hanno presentato come un punto di svolta. “Senza Italia e Francia l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono”, ha detto Meloni. Macron ha parlato di “partner naturali e indispensabili”, aggiungendo che i due paesi hanno saputo costruire convergenze su dossier cruciali.
Difesa e spazio
Il settore della difesa è stato indicato da entrambi come priorità assoluta. Al centro, il sistema missilistico Samp-T – l’unico sistema europeo di difesa aerea e antimissile a lungo raggio interamente europeo – e i missili Aster, presentati come simbolo della collaborazione franco-italiana nel comparto. Viene istituito un comitato bilaterale per la strategia industriale della difesa, e viene adottato un cronoprogramma 2026-2031. Anche lo spazio figura tra i campi strategici: i due governi confermano il sostegno al progetto Bromo, l’alleanza tra Leonardo, Airbus e Thales per i satelliti, in attesa del via libera dell’Antitrust europeo. I ministri di entrambi i paesi hanno visitato nel corso della giornata il sito di Thales Alenia Space a Cannes.
Nucleare ed energia
Sul fronte energetico, Macron ha ribadito la disponibilità francese a costruire con l’Italia un partenariato industriale nel nucleare civile, citando con favore l’iter legislativo in corso a Roma per il rilancio del settore. In particolare, ha accolto con soddisfazione l’interesse degli industriali italiani per il mini reattore modulare Nuward.
Libano post-Unifil
L’annuncio più atteso riguarda il Libano. Con la missione Unifil in scadenza a fine anno, Meloni e Macron hanno annunciato il lancio di una coalizione internazionale a guida franco-italiana per gestire la fase successiva. L’obiettivo è costruire un meccanismo in raccordo con Ue e Nazioni Unite per tutelare la sovranità libanese e prevenire nuove escalation regionali. A breve verrà convocata una conferenza internazionale. Macron ha citato Qatar e Arabia Saudita tra i possibili partner nella prima fase.
Iran e basi Nato
A margine del vertice, Meloni ha anche risposto alle polemiche innescate dalle dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte sull’utilizzo delle basi italiane nel conflitto in Iran. La premier ha definito quella di Rutte una “entusiastica ricostruzione” che ha confuso tipologie di voli diverse: l’Italia ha concesso l’uso delle basi per attività logistiche e tecniche, non cinetiche. A riprova, ha ricordato la “delusione reiterata” di Trump, che non avrebbe senso se Roma avesse partecipato direttamente alle operazioni.
Marine Le Pen
A una domanda sulla condanna di Marine Le Pen, Meloni ha risposto con una presa di distanza netta da qualsiasi ingerenza: ha detto di rispettare la politica francese come chiunque abbia ottenuto il consenso popolare, ma di non sentirsi nella posizione di indicare ai francesi cosa sia meglio per loro, ricordando di non aver apprezzato quando lo stesso atteggiamento era stato tenuto nei confronti dell’Italia.
Interrogati sul clima del loro rapporto, negli ultimi anni segnato da dissidi pubblici e tensioni diplomatiche, entrambi i leader hanno scelto la stessa metafora atmosferica, non senza ironia. Macron ha detto che fa caldo e che non c’è più nulla di glaciale; Meloni ha ammesso di essersi divertita a leggere i retroscena sul loro conto, precisando che le relazioni non sono mai state glaciali, solo serie, tra persone che difendono i rispettivi interessi nazionali. Un chiarimento che arriva in una fase particolarmente densa dell’agenda internazionale, dopo il G7 di Evian e il vertice E5 di Berlino, a pochi giorni dal summit Nato di Ankara, e che assume un peso che va oltre il bilaterale: con il disimpegno americano sempre più pronunciato, l’asse Meloni-Macron si candida a essere uno dei perni attorno a cui l’Europa prova a ragionare con voce propria.




