Italia e Libia: una nuova stagione di cooperazione tra sanità, energia e infrastrutture
L’Italia e la Libia si sono affacciate al nuovo millennio con una serie di accordi di cooperazione, le due nazioni hanno un’intesa geografica che permette collaborazioni su vari fronti.
Il trattato di Bengasi, ovvero “L’Accordo di Amicizia, Partenariato e Cooperazione”, è stato il precursore delle intese scritte tra il nostro Paese e quello libico, firmato il 2 febbraio 2008 da Gheddafi e il premier Silvio Berlusconi, è stato ratificato nel 2009.
Seguono gli accordi sul contrasto ai flussi migratori irregolari nel 2017, sotto Paolo Gentiloni, successivamente gli accordi su gas e petrolio, e il rinnovamento dei suddetti nel 2023.
L’11 settembre 2025, giorno del secondo anniversario della tempesta Daniel che devastò Derna causando migliaia di vittime, si incontrano a Bengasi Giovanni Caravelli, capo dell’Aise (agenzia informazione e sicurezza esterna), e Beglassem Haftar a capo del Fondo per lo sviluppo e ricostruzione della Libia, nonchè i dirigenti di GKSD Holding, per firmare un nuovo trattato.
L’intesa ha come focus la sanità, le infrastrutture e le fonti di energia rinnovabili.
Il Fondo lì presente ha comunicato con una rassegna stampa, anche la presenza di Jibrl al Badri, presidente dell’Ente nazionale per lo sviluppo, e di tutti i vertici ospedalieri di Bengasi, compresi quelli del centro di cure oncologico e pediatrico.
Così riporta il comunicato, raccontando di :“una serie di visite sul campo e di riunioni tecniche condotte dalla delegazione italiana, che hanno incluso l’ispezione di ospedali e progetti sanitari a Bengasi e al Marj, per verificare lo stato dei lavori e i bisogni effettivi”- al termine della riunione -“sono stati firmati memorandum d’intesa nei settori della sanità, delle infrastrutture, dell’energia pulita e dell’ambiente”.
Oltre ai temi concernenti il settore della salute, e quindi anche di una garanzia di formazione medica specializzata, si è discusso di nuovi progetti infrastrutturali e di energie rinnovabili, come la gestione e la conversione dei rifiuti per uno sviluppo sostenibile.
L’accordo presenta la firma italiana di Kamen Ghribi, presidente di GKSD e vicepresidente del Gruppo San Donato, ma anche del Consiglio aziendale europeo per l’Africa: la holding italiana realizzerà quattro nuovi ospedali in Cirenaica, nella Libia Orientale.
La settimana scorsa i due paesi si sono incontrati nuovamente per un’ulteriore alleanza marittima, l’ambasciatore italiano a Tripoli, Gianluca Alberini, e Adel Sultan, ministro delle risorse marittime libiche, hanno firmato un patto che mira allo sfruttamento di uno dei bacini ittici più forniti del Mediterraneo, permettendo così di portare il pesce libico sulle tavole degli europei.
Il partenariato con uno dei protagonisti economici della costa nord-africana risulta così essere uno dei focus strategici del nuovo governo; fornendo assistenza economica ed infrastrutturale si ha così un deterrente contro l’immigrazione clandestina, oltre che un ritorno in termini di risorse.




