Network state: un’analisi storica e moderna di storie d’intraprendenza socio-finanziaria.
Balaji Srinivasan, nel suo libro “d’istruzioni” The Network States, ci ha raccontato del suo sogno (che abbiamo visto non essere poi così utopistico) di formare e come community digitali ex novo. Stati digitali che accomunano individui su basi di valori e allineamento d’intenti, tramite le nuove tecnologie mirano a raccogliere fondi e a ottenere riconoscimenti diplomatici. La verità è che questa non è una storia del tutto originale, sono solo cambiati gli strumenti. Ora la volontà d’indipendenza finanziaria e individuale, che vuole emanciparsi da tutte le forme di governo (opprimenti per definizione con leggi e controlli fiscali), ha semplicemente incontrato Internet e le blockchain: ma esistono svariati esempi di tentativi analoghi. Concetti come quello dell’autodeterminazione e indipendenza sembrano antichi quanto l’uomo.
L’Islanda Vichinga
Tra gli esempi storici validi spicca sicuramente l’Islanda vichinga, una società completamente auto-organizzata e decentralizzata sia nell’aspetto politico che in quello economico. Tra il 930 e il 1262 d.C. sorge un prototipo rudimentale di Network State, i coloni scandinavi in fuga da re Harald approdano in Islanda e fondano una società senza re: leggi comuni, arbitrato privato e cooperazione tra clan.
Questo esempio raro di anarchia ordinata ha molto a che vedere con la visione di Balaji Srinivasan, l’autosufficienza si rifletteva anche nelle più piccole componentistiche della società, gli insediamenti erano autosufficienti e decentralizzati, un po’ come una rete. La coesione sociale si basava su comportamenti etici in comune, come l’onore e la vendetta, lo stato era sostituito da reputazione, forme di contratto o alleanze familiari: assenza statale e valori in comune sono i principi cardine dei Network States.
Il parallelismo più forte di tutti è quello con le DAO (Decentralized autonomous organizations), cioè
le comunità online che si autogovernano con regole scritte nel codice.
Il codice che è condiviso da tutti i partecipanti è anche open source, quindi garantisce la massima
trasparenza rimanda alla legge tra i cittadini coloni, entrambi hanno un pubblico accesso alla legge
che si autogoverna in assenza di autorità centrali. Anche il cambiamento delle regole si istituiva tramite assemblea, come le votazioni all’interno della DAO.
Christania
Nel 1971 nasce nel cuore di Copenaghen una “città libera” fondata da hippie e attivisti anarchici. In una ex base militare ormai abbandonata si decise che le regole danesi non valevano più, prendevano il loro poste le decisioni collettive e comunitarie. Christania diviene così una zona autonoma autogestita in completa assenza di polizia o automobili.
Si lega ai Network State sempre per i valori condivisi che sono alla base delle fondamenta di entrambe le realtà, i network state si basano su ideali politici economici, in Christania questi sono l’autogestione mirata all’ecologia e al pacifismo. Come nei network states si prendono decisioni con le Dao o con votazioni on-chain anche Christania ha le sue assemblee, dove valgono le leggi interne della comunità (proprio come con i “smart contracts”).
Liberland
Sul Danubio sorge forse l’esempio più affine, sicuramente quello più affascinante: nasce dalla dimostrazione che i bitcoin possono funzionare, le transazioni tramite protocolli digitali che esternano le autorità centralizzate e la fiducia tra individui e per la blockchain sono i propulsori di questa piccola, ma audace, storia d’indipendenza. Nel 2015 Vít Jedlička, un politico libertario ceco crea una micro nazione situata sul confine tra Croazia e Serbia, oggi provvista anche dei propri passaporti. Il gap burocratico nasce da una disputa irrisolta tra i due paesi, nessuno dei due ha rivendicato un terreno di 7 chilometri quadrati sulle rive del fiume.
Liberland è ispirata a principi anarco-capitalisti e la sua economia ruota completamente intorno ai bitcoin. Come “network state” Balaji direbbe che ha fallito nella sua missione di riconoscimenti diplomatici, poiché ne è sprovvista, tuttavia i teorici raccontano di questa storia recente come un esperimento di governance senza stato centralizzato e sovrano. Assenza di tasse e burocrazia rimandano ai principi fondatori che i pionieri oltreoceano stanno cercando di raggiungere con i seasteadings, gli insediamenti oceanici di server. Liberland come i Network states è munita di soluzioni tecnologiche ultramoderne per regolamentare e aiutare i suoi cittadini nelle funzioni gestionali della comunità. Simile anche per l’intento di finanziamenti, sfida futura sarà mantenere la capacità di attrarre investimenti. Liberland è una comunità autonoma di stampo economico libertario e ultramoderno, emancipatasi da forme di governo preesistenti funziona in assenza di una presenza statale centralizzata, i focus sono la digitalizzazione e il mancato riconoscimento diplomatico.




