Network state: una riflessione sulle Cryptovalute, altri protagonisti tra i PayPal Mafia.
Abbiamo discusso ampiamente, negli articoli dedicati al tema, la logica della struttura dei network state: i meccanismi che permettono il suo funzionamento ma anche i bisogni che ne hanno scaturito l’origine.
Due sono stati tuttavia gli strumenti che ne hanno permesso la nascita: il concetto di network state è infatti nato quando l’idea di Balaji Srinivasan ha incontrato Internet e le crypto.
Internet ha permesso di risolvere tutti i problemi che concernevano la nascita di una comunità organizzata (il network state online) all’interno di un’altra comunità organizzata (i governi delle nazioni), con Internet si è potuto comunicare da chilometri di distanza, non facendo affidamento sulle strade del paese per il trasporto o sulle compagnie telefoniche nazionali per la comunicazione.
Ma la più grande rivoluzione che ha segnato anche’essa la differenza è stata l’introduzione delle criptovalute, il network state non sarebbe mai stato possibile senza una decentralizzazione del sistema bancario, fare affidamento su sedi bancarie fisiche con le loro relative bandiere era obsoleto e opprimente: la blockchain è stato il cavallo di battaglia che ha permesso la Silicon Valley di annichilire completamente le istituzioni finanziarie tradizionali con annessi intralci concernenti la legalità.
Donald Trump
Il Tycoon, burattinaio connesso per interessi e per politica ai PayPal Mafia della Silicon Valley, non ha mantenuto una considerazione lineare di questa nuova tecnologia, anzi, si è ritrovato a stravolgerla.
Nel 2021 così si pronunciò ai microfoni della Fox Business Network:” Bitcoin, mi sembra semplicemente una truffa. Non mi piace perché è un’altra valuta che fa concorrenza al dollaro. Io voglio che il dollaro resti la valuta del mondo.”
Una dichiarazione che nasconde una visione conservatrice, un approccio in linea con il Nobel per l’Economia del 2013 Eugene Fama, il professore ha motivato il valore nullo di questi strumenti finanziari con la loro eccessiva volatilità e quindi inaffidabilità, è utile riportare anche la sua critica in merito all’intenso consumo energetico delle blockchain, infatti una sola transazione coinvolgente BTC porta a un consumo idrico di 16.000 litri.
Succede però che gli USA tramite varie fonti, come sanzioni o sequestro coercitivo di fondi di criptovalute a criminali digitali, riesce ad accumulare un grande capitale delle maggiori “stable”-coin come BTC.
Non a caso il 6 marzo l’amministrazione Trump firma un ordine esecutivo per creare la Strategic Bitcoin Reserve, l’America diventa una delle prime nazioni al globo a creare una riserva di fondi in criptovalute.
David Sacks
Alle redini di questa nuova macchina economica troviamo David Sacks, nome importante nel mondo dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute.
Lo stesso David Sacks che ha raccolto 15 milioni di dollari per la campagna di MAGA, ma ha anche finanziato con 1 milione di dollari JD Vance per la corsa al Senato, JD Vance che ricordiamo essere braccio destro dei PayPal Mafia che sembrano avere pezzi nella scacchiera in ogni dove.
David Sacks stesso risulta essere uno dei PayPal Mafia quando, carte alla mano, vediamo che la sua startup venture capital “Confinity”, è stata coinvolta in una delle operazioni di fusione M&A (Merge and Aquisition) che ha portato alla nascita di X e di PayPal, con Elon Musk.
Dopo PayPal, Sacks ha ideato Craft Ventures, un fondo che ha investito in colossi come Facebook, Airbnb, Uber, ma anche nelle aziende stesse degli altri PayPal Mafia, come Musk e Peter Thiel appunto.
Sembra essersi così riunita la “broligarchy” di Silicon Valley, i PayPal Mafia che hanno avuto le mani in pasta dietro anche alla corsa alle elezioni, accomunati dalla visione politica di Curtis Yarvin del “Dark Enlightment”, sembrano ora avere anche tutti i mezzi per poter evadere dai controlli governativi.




