Salvini accusa Mattarella «di essere complice e venduto»

Salvini accusa Mattarella «di essere complice e venduto»
Matteo Salvini

Mattarella complice e venduto. È questa la reazione del segretario della Lega Nord Matteo Salvini al discorso del Capo dello Stato presente alla manifestazione veronese Vinitaly.

«Come a dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque.Se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e venduto» ha postato Salvini su Facebook a seguito dell’intervento di Mattarella al Salone internazionale del vino, intervento con cui il presidente ha espresso il suo orgoglio per il vino italiano, senza tralasciare un riferimento ai confini:«col suo successo nell’export conferma come il destino dell’Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino».

Nonostante l’attacco sia stato contestato da tutte le forze politiche, Salvini ha rincarato la dose nel corso di una intervista a Canale 5, ribadendo il suo impegno a difendere gli interessi dei cittadini italiani contro i poteri istituzionali. «Il Presidente degli italiani, che tale non mi sembra, prima di parlare di frontiere e confini aperti dovrebbe difendere la sua gente ed il lavoro della sua gente. Questo non è un Presidente in cui mi riconosco» ha sottolineato il leader del Carroccio che ha voluto soffermarsi sulla necessità di un intervento più incisivo sulla difesa dei confini:«Se hanno un senso, le frontiere vanno controllate, sia per gli uomini che per le merci che entrano ed escono quindi è qualcun altro che deve correggere il suo modo di lavorare».

C’è chi ha visto nell’attacco istituzionale di Salvini il tentativo di raccogliere consensi. «Per raccattare voti vuole alzare muri, butta benzina sul fuoco dell’intolleranza e ora prende di mira il Capo dello Stato» ha sostenuto il deputato di Sinistra Italiana Alfredo d’Attorre, mentre molti esponenti dell’opposizione hanno preso le distanze dalla gaffe salviniana. Ma l’accusato leghista ha messo a tacere tutti, tirando in ballo gli italiani e giustificando il suo commento al vetriolo con la volontà di pretendere dignità e orgoglio per gli italiani.

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