Da figlio a padre: la prematura scomparsa di Manuel nel quarantesimo anniversario della morte di Vittorio De Sica

Da figlio a padre: la prematura scomparsa di Manuel nel quarantesimo anniversario della morte di Vittorio De Sica

manuel-+-cristian-de-sicaIl 2014 è stato un anno di tristi colpi di scena nel mondo dello spettacolo, del cinema, della musica e del teatro italiani. Personaggi come Arnoldo Foà, Claudio Abbado, Carlo Mazzacurati, Robert Freak Antoni, Francesco di Giacomo, Giorgio Faletti, Lilli Carati, Mango, Riz Ortolani, Virna Lisi – solo per citarne alcuni – sono venuti a mancare d’emblée, lasciando ognuno un grande vuoto dietro di sé.
Il 2014 è stato anche l’anno di commemorazione del quarantesimo anniversario della morte di Vittorio De Sica e, proprio lo scorso 5 dicembre, all’età di 65 anni, è morto prematuramente, a causa di un improvviso attacco cardiaco, il figlio Manuel, fratello maggiore di Christian De Sica. Lo ricordiamo giovanissimo con il suo gruppo musicale ‘The Ancients’ a Studio Uno, il programma televisivo condotto da Lelio Luttazzi, nonché in varie altre apparizioni televisive e immagini dell’epoca che lo ritraggono spesso insieme al padre e al fratellino, una delle famiglie italiane più famose al mondo in quegli anni.

Manuel De Sica è stato un grande compositore musicale. Le sue composizioni sono state eseguite da artisti quali Salvatore Accardo, Flavio Emilio Scogna, Enrico Dindo, Danilo Rossi, Floraleda Sacchi, l’Ensemble Wien Berlin, le sue canzoni sono state interpretate da artisti quali Ella Fitzgerald, Tony Bennett, Dee Dee Bridgewater. La sua prima colonna sonora risale al 1968 per il film del padre “Amanti” (con attori del calibro di Faye Dunaway e Marcello Mastroianni), cui ne seguono tante altre, dedicandosi contemporaneamente anche alla composizione di musica sinfonica e di musica da camera con sonate per arpa, per clarinetto, e altri strumenti solisti. Per “Il giardino dei Finzi Contini”, diretto anch’esso dal padre, ottiene una nomination all’Oscar. Realizza più di 70 colonne sonore, collaborando con importanti registi italiani, quali, oltre evidentemente al padre Vittorio, Pasquale Squitieri, Steno (Stefano Vanzina), Carlo Vanzina, Mario Camerini, Dino Risi, Marco Risi, Luigi Comencini, Enrico Oldoini, Maurizio Nichetti, Carlo Verdone, Carlo Lizzani, Neri Parenti. Collabora spesso anche con il fratello Christian De Sica, e inoltre con vari registi stranieri tra cui Claude Chabrol e Gene Wilder. Nel 1974 dirige anche il film televisivo, “L’eroe”, che vede Vittorio tra gli interpreti. Nel 1989 ottiene il Globo d’Oro della Stampa Estera per la colonna sonora di “Ladri di saponette” di Maurizio Nichetti. Nel 1992 vince il Nastro d’Argento per “Al lupo, al lupo” di Carlo Verdone, cui segue nel 1996 il David di Donatello per la colonna sonora di “Celluloide” di Carlo Lizzani. Nel 2013 viene premiato per la sezione Saggistica per il libro “Da figlio a padre” al Premio Nazionale Vincenzo Padula 2013.

manuel-de-sica-con-vittorio-e-christianManuel De Sica è stato anche il più grande testimonial e promoter della vita e della carriera del padre presiedendo l'”Associazione Amici di Vittorio De Sica” per il restauro delle opere paterne.
Nell’intervista rilasciata lo scorso novembre nell’occasione dell’anniversario della morte di Vittorio (quarant’anni), Manuel ricorda due aneddoti della sua infanzia: « Il primo era legato allo spavento provocato in me dal flash dei fotografi, quando mio padre doveva farsi le fotografie con noi presenti a casa e mi ricordo che piangevo moltissimo per l’effetto negativo che tali apparecchiature avevano su di me. Il secondo risale all’incirca allo stesso periodo, quando per la prima volta entrai in un set cinematografico e scoprii che si usava la finzione: mi terrorizzai molto, in quanto ero al buio con un’illuminazione artificiale che metteva in risalto mio padre, vestito con un camicione da notte, che veniva percosso da quattro energumeni muniti di un bastone ciascuno, e cacciai un urlo. Scoprii soltanto dopo che era tutto finto e che quanto veniva rappresentato non corrispondeva alla realtà, ma soltanto a dei fatti sulla scena ». Circa i suoi rapporti di lavoro con il padre ricorda che Vittorio « … teneva molto alla musica, perché era musicale come regista anche nelle sue opere. Lavorare per lui è stata un’esperienza bella, che mi ha lasciato molta libertà di azione e di scelta, che in seguito non ho più ritrovato, perché di solito i registi hanno dei problemi nei confronti della musica stessa, specialmente in Italia … perché non sono abituati alla presenza della musica in un film e cercano quindi sempre una colonna sonora minimale, che non disturbi o invada troppo lo schermo. Questo è dovuto a un problema di protagonismo che li riguarda, e che costringe il musicista a essere così bravo da scrivere dei pezzi musicali che possono essere tolti o messi, a seconda dell’umore del regista stesso … Mio padre era un melomane e aveva un padre che suonava anche lui il pianoforte, mentre il fratello di suo padre, quindi suo zio, era anch’egli una specie di genio della musica. In qualche modo io ho ereditato una simile particolarità e qualche cosa da tutti questi personaggi. ‘Parlami di amore Mariù’ è entrata nell’immaginario degli italiani, come anche il suo maresciallo Carotenuto in ‘Pane, amore e fantasia’, ma anche le interpretazioni drammatiche in ‘Addio alle armi’ di Charles Vidor ».
Alla notizia della sua scomparsa Ennio Morricone si esprime in questi termini: « Aveva una grande fantasia e cercava continuamente di migliorarsi, consapevole della responsabilità che ha chi compone colonne sonore per l’opera di qualcun altro, il regista … Non ha lavorato molto ma ha lavorato bene. Parecchi anni fa mi aveva telefonato più volte, a distanza di qualche tempo, dicendomi ‘Ennio ti sei accorto che sto migliorando’ e io gli rispondevo ‘si Manuel, me ne sono accorto’. Una modestia che mi inteneriva e che mi ha lasciato dentro un bel ricordo. Fra le sue cose quella che mi è piaciuta di più è stata la colonna sonora per Il giardino dei Finzi Contini ».

Marco Eugenio Di Giandomenico
26 dicembre 2014

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