Emergenza frane in Sicilia: oltre 1.000 persone evacuate e strade chiuse a Niscemi
La Sicilia sud-orientale è in allerta. Niscemi è alle prese con l’emergenza dopo una frana che ha interessato l’area circostante. Le autorità locali e i volontari sono intervenuti immediatamente, e si contano già oltre mille persone evacuate. La frana continua a muoversi, alimentando un clima di preoccupazione generale per possibili ulteriori cedimenti.
Cosa sta succedendo
Nel pomeriggio del 26 gennaio, una frana si è attivata nei dintorni del torrente Benefizio e lungo le strade provinciali SP10 e SP12 a Niscemi, in Sicilia. Il fenomeno è stato favorito dal maltempo intenso degli ultimi giorni e dal passaggio del ciclone Harry.
Il primo segnale di allarme era arrivato già il 16 gennaio, quando una frana di grandi dimensioni aveva colpito l’area ovest della città, provocando danni alle reti del gas e della fibra ottica. La SP12 aveva ceduto, con abbassamenti del terreno di 6-7 metri, costringendo all’evacuazione di 35 persone e alla chiusura di due scuole.
Poco più di una settimana dopo, la frana si è riattivata nelle zone di Sante Croci, Belvedere, torrente Benefizio e contrada Pirillo, interessando stavolta la SP10 e alcuni centri abitati. Già oltre 500 persone erano state evacuate preventivamente e accolte nel Palasport “Pio La Torre”. Con il peggioramento della situazione, il Dipartimento nazionale segnala circa 1000 evacuazioni e la chiusura di diverse strade. Volontari, Protezione Civile, tecnici comunali, vigili del fuoco e forze dell’ordine stanno lavorando senza sosta, monitorando costantemente il territorio per prevenire ulteriori rischi.

Un’area di Niscemi colpita dalla frana (25 gennaio 2026).
Foto: ANSA
La gestione dell’emergenza è in corso, ma la situazione resta critica. Le frane hanno danneggiato alcune strade, con il rischio di isolare parti del comune. È stata quindi necessaria la chiusura delle scuole e viene effettuato un continuo monitoraggio geologico per valutare la stabilità del terreno.
Il fenomeno delle frane non è nuovo nell’area di Niscemi: quasi trent’anni fa, nel 1997, una frana distruttiva colpì il quartiere Sante Croci e il margine ovest della città. La parte sud della Sicilia dovette fare i conti con case distrutte e persino con una chiesa demolita.
L’episodio recente del 2026 riapre la memoria storica e mette in luce la necessità di politiche mirate all’adattamento e alla riduzione del rischio. Monitoraggi continui e la gestione delle acque superficiali e sotterranee sono solo alcune delle misure che potrebbero aiutare a prevenire nuovi disastri e tragedie simili.




