Nuovi scioperi in USA. Ne fa le spese anche Stellantis
Economia
2 Novembre 2023

Nuovi scioperi in USA. Ne fa le spese anche Stellantis

Dopo 148 giorni di sciopero, la Writers Guild of America raggiunge un accordo storico con l'AMPTP, difendendo i diritti degli sceneggiatori contro le minacce dell'intelligenza artificiale. Ora tocca al colosso dell'automotive: 50.000 consegne in meno nel solo mese di ottobre.

di Redazione

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Dopo 148 giorni di sciopero, la Writers Guild of America giunge a un accordo ritenuto “eccezionale” con le grandi compagnie dell’Alliance of Motion Picture and Television Producers per cui i suoi iscritti lavorano.

La WGA è il sindacato, risultato dell’unione della Writer Guild of America east e West, che si occupa di rappresentare gli sceneggiatori che lavorano nelle industrie della radio, del cinema e della televisione e, più generalmente, impiegati nella scrittura di prodotti mediali, anche online e ha appunto deciso di entrare in sciopero sospendendo le attività di scrittura, revisione e di programmazione del lavoro dei suoi iscritti. 

Iniziando il picchettaggio il 2 maggio dell’anno corrente e concludendolo il 27 settembre, si tratta dello sciopero più lungo attuato dalla WGA dal 1988 e ha colpito le sedi di molte grandi aziende del gruppo AMPTP lungo gli Stati Uniti, principalmente nelle città di New York e di Los Angeles, città sede dei due sindacati che compongono la Writers Guild of America

Causa dello sciopero è stata lo scontento degli sceneggiatori che hanno richiesto un nuovo contratto che esprima adeguatamente il loro valore, oltre alla tutela del proprio lavoro di fronte alla minaccia dell’intelligenza artificiale, che potrebbe sostituire molte delle loro mansioni.

Non è il primo sciopero della WGA, la quale ha già manifestato più volte per rinegoziare i termini di lavoro degli sceneggiatori. Quest’ultima agitazione, portata avanti simultaneamente con lo sciopero ancora in corso della Screen Actors Guild – American Federation of Television and Radio Artist, che si occupa di rappresentare gli attori, è stata ampiamente supportata, anche da molte personalità dello spettacolo.

Neanche si tratta degli unici due scioperi che hanno ricevuto supporto da personaggi di rilievo: il presidente del Paese, Joe Biden, ha supportato gli scioperanti dell’UAW, sindacato dei dipendenti di aziende automobilistiche, evento da ritenere notevole per la storia degli Stati Uniti.

Quest’ultimo sciopero, così come quello congiunto di WGA e SAG-AFTRA, è particolarmente accesso e sta portando a importanti conseguenze sul piano economico per le aziende che si sono trovate anche a dover annullare la partecipazione ad alcuni importanti eventi per fare fronte ai costi dello sciopero. È questo il caso di Stellantis, che ha dovuto annullare la sua partecipazione al SEMA show di Las Vegas, e che ha raggiunto un accordo con i suoi dipendenti in cui oltre all’aumento salariale ha anche accettato di riaprire uno stabilimento la cui chiusura aveva lasciato senza lavoro più di un migliaio di persone. Anche se la disputa con Stellanis è perlomeno apparentemente risolta, le azioni sindacali contro la General Motors continuano.

Conclusosi con un accordo ritenuto soddisfacente dal sindacato, lo sciopero della WGA può crea nuovi presupposti per le battaglie sindacali oltre Oceano.

Alta tensione 

I principali problemi alla base del movimento di sciopero da parte degli sceneggiatori si riferivano sostanzialmente a problemi contrattuali e di retribuzione e alle preoccupazioni riguardanti l’uso dell’intelligenza artificiale in sostituzione del contributo degli sceneggiatori in alcune pratiche di scrittura. Le preoccupazioni del gruppo SAG-AFTRA sono simili. 

Gli iscritti alla WAG possono rappresentare un caso esemplare di gruppo che reclama il riconoscimento che sentono di non avere all’interno del proprio settore. La minaccia dell’intelligenza artificiale in modo particolare sembra rappresentare una perdita del proprio rilievo in ambito artistico, allo stesso modo del salario più basso rispetto a quello che gli scioperanti ritengono di meritare. Analogamente, il discorso di Biden a favore dello sciopero dell’UAW ruota intorno al riconoscimento del valore del lavoro degli operai, ritenuti responsabili della ripresa del settore nel periodo di crisi. La mancanza di questo riconoscimento genera insoddisfazione tra i dipedenti.

Quando l’insoddisfazione raggiunge un livello ritenuto sufficiente si può decidere per lo sciopero, rendendo pubblica la tensione che il gruppo sente nei confronti dell’azienda, proponendo uno scontro per cercare di risolverla. Il lessico associato allo sciopero generalmente si compone di parole che ricordano un conflitto: lo sciopero, per esempio, è una “minaccia” e, a meno di casi eccezionali, una delle due parti ne esce “vittoriosa”. Anche il nome inglese dello sciopero, strike, può essere tradotto con “attacco”. Una volta che la tensione è resa di dominio pubblico, non è più possibile tornare indietro, e la si potrà risolvere solamente riscrivendo i rapporti tra le due parti. 

Lo sciopero della WGA e del gruppo SAG-AFTRA, come quello dell’UAW, ha certamente come obiettivo l’aumento salariale e le tutele lavorative, ma anche, su un piano simbolico, un riconoscimento del proprio operato e di conseguenza una conferma dell’importanza del proprio ruolo. La paga maggiore e la difesa della propria professione dalle intelligenze artificiali tutelano i lavoratori, ma gli danno anche riconoscimento: le intelligenze artificiali non possono sostituire gli sceneggiatori, il cui lavoro è riconosciuto come abbastanza importante da meritare anche uno stipendio più alto. In questo senso, le parole di Biden sono significative: ciò per cui i dipendenti rappresentati dalla UAW meritano l’aumento è la loro importanza nel settore, mostrata durante la ripresa economica, che va riconosciuta ufficialmente; la retribuzione più alta rappresenta questo riconoscimento. Lo sciopero mette in atto una contrattazione tra le due parti, che non possono cedere completamente alla richiesta dell’altra: scaricando la tensione permette di riformulare al momento del bisogno il rapporto e l’identità che gli aspiranti riconosciuti chiedono ai riconoscitori, fino al successivo momento di insoddisfazione pubblica, che richiederà un altro sciopero.

Articolo a cura di Davide Paolacci