Scena unita: il fondo in aiuto dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo

Scena unita: il fondo in aiuto dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo

“Scena unita”: il fondo in aiuto dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo

Da un’idea di Fedez nasce “scena unita”, un fondo che raccoglie donazioni a favore delle maestranze del mondo dello spettacolo, colpite dalla crisi generata dalla chiusura di teatri, cinema, concerti, eventi.

L’iniziativa ha coinvolto artisti, brand e aziende che ruotano intorno al settore.

Musicisti come Vasco Rossi, Gianna Nannini, Claudio Baglioni; ma anche personaggi della televisione, da Maria de Filippi a Paolo Bonolis. Ad oggi sono quasi un centinaio gli artisti che hanno contribuito al fondo, dimostrando, a detta di Gianni Morandi, “un senso del collettivo” e uno “spirito di collaborazione” sui generis, in grado di attivare, e rendere in poco tempo effettiva, questa importante catena di aiuti.

Come è gestito il Fondo

La gestione e i meccanismi regolatori del fondo sono affidati a Cesvi, organizzazione umanitaria laica e indipendente fondata a Bergamo. Cesvi persegue, come mission, la lotta alla povertà e lo sviluppo di progetti sostenibili in tutto il mondo. Per questa operazione ha fornito l’impalcatura all’idea, mettendo a disposizione piattaforma e canali che definiscono la base del progetto.

Gloria Zavatta, presidente Cesvi, promuovendo l’intervento si dice “a sostegno di una nuova emergenza sociale, che vede emergere nuove povertà nelle famiglie che hanno almeno un lavoratore nel mondo dello spettacolo”.

Ad oggi, il fondo ha raccolto circa 2 milioni di euro.

Le donazioni più sostanziose sono arrivate dal mondo aziendale; Amazon Prime video ha sottoscritto 1 milione di euro, Banca intesa 250 mila… due tra gli esempi più virtuosi.

I progetti

Oltre ad assistere economicamente gli aventi diritto, l’iniziativa prevede investimenti su attività artistiche e musicali, con lo scopo di supportare e ampliare i movimenti che si occupano del settore musicale e dello spettacolo. Vengono così sovvenzionati progetti come “la musica che gira”; collettivo di manager, artisti, produttori, tecnici e agenzie, che si candida come organo interlocutore con il governo per mettere a disposizione degli attori istituzionali conoscenze e esperienza. L’obiettivo è far fronte, insieme, alle necessità generate dalla crisi, con un occhio di riguardo per gli interessi dei lavoratori che fanno parte dell’industria creativa.

Altro progetto finanziato dal fondo sarà il “music innovation hub”; un programma che sviluppa corsi di formazione professionale, incoraggia opportunità di networking a livello internazionale e promuove progetti innovativi nell’ambito della produzione, del consumo e della distribuzione musicale.

“Scena unita” è una bella risposta alle manifestazioni di protesta dei lavoratori e dalle lavoratrici dello spettacolo, un’iniziativa che idealmente unisce coloro che vivono sotto la luce dei riflettori a tutti quelli che lavorano dietro le quinte.

Il progetto, promosso e portato avanti da privati, oltre ad aiutare concretamente una categoria in crisi, dimostra che pianificare, ideare, operare, muovere persone e capitali, è possibile. Anche per un settore frammentato come quello dello spettacolo. Stride e fa rabbia invece l’immobilismo delle istituzioni tradizionali.

 

P.S. I promotori

 

Ancora una volta, Fedez e Chiara Ferragni, rispondono alle polemiche con i fatti. Lungi da chi scrive entrare nel merito dei social e del loro utilizzo, la coppia, bombardata di critiche per l’attività di “testomial” dei luoghi della cultura, e da ultimo vessata per essere stata coinvolta dal Presidente del Consiglio affinché sensibilizzasse i più giovani all’uso della mascherina, indubbiamente ha il merito di attivare positivamente un grande numero di persone, su progetti e finalità concrete. Chapeau!

 

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