Long Covid: lo strano caso di chi guarisce a metà

Long Covid: lo strano caso di chi guarisce a metà
Fonte: bannerhealt.com Edit: g2r

Nel mondo ci sono 34,2 milioni di casi di coronavirus, con 23 milioni di guarigioni e oltre un milione di decessi. Il ceppo virulento, da poco scoperto e quindi con lati ancora poco chiari, sembra aver attenuato, almeno in Italia, la correlazione tra casi attivi e pazienti gravi, indice di un depotenziamento della carica virale. La corsa al vaccino è in fase avanzata con diverse sperimentazioni in fase di approvazione. Un aspetto oggi poco trattato, per la scarsa diffusione in Italia, è il Long Covid, termine con cui gli esperti indicano il periodo di chi è risultato negativo al tampone Covid-19, ma che continua nel tempo a mostrare sintomi collegabili al virus.

A supporto del monitoraggio Long Covid è stata utilizzata “Covid Symptom Study”, un’applicazione in utilizzo in Inghilterra per il controllo del Covid-19. L’analisi dei primi sintomi segnala come una parte di persone, che registra nell’applicazione i propri momenti della malattia, mostri ancora dopo diverse settimane fatica, mal di testa, insonnia e deliri.

 

Una persona su dieci ha sintomi oltre le tre settimane

Una persona su dieci, post ripresa da covid-19, riferisce di avere sintomi permanenti di insofferenza come nausea e stanchezza continua, problemi di concentrazione e problemi di memoria. L’HuffPost riporta, in particolare, diverse vicende di persone che hanno perso il lavoro perchè incapaci di tornare alla propria routine lavorativa, quindi non in grado di uscire di casa.

Il covid-19 è un’infezione che nella maggior parte dei pazienti affetti segnala un decorso di due settimane o poco più. Il problema dei sintomi a lungo raggio era già stato segnalato a luglio in uno studio del Policlinico Gemelli. In Italia, su facebook , compare anche un piccolo gruppo di nome: “Noi che il Covid lo abbiamo sconfitto, ma ora combattiamo i suoi effetti collaterali”.  Da uno studio della British Medical Association emerge che, in Gran Bretagna, un medico su tre ha riferito di aver visto casi di Long Covid. Gli esperti invitano chi ha sconfitto il covid-19 a vaccinarsi contro l’influenza, questo inverno, perché è vittima di un organismo debole e debilitato.

FIG.1 Fonte: joinzoe.com

Come mostrato dal grafico in figura 1, una persona su dieci mostra sintomi da covid-19 dopo 3 settimane. Secondo una ricerca di covid.joinzoe.it, che ha analizzato i dati dell’applicazione C19, il Long Covid agisce con maggiore frequenza nei pazienti della fascia “mild case”. Sono coloro che non hanno necessitato della terapia intensiva, quindi hanno avuto un’esperienza di malattia meno forte.

Le prime testimonianze di Long Covid

Rachel Pope, insegnante all’Università di Liverpool, ha sofferto di Long Covid  per ben tredici settimane, in un’intervista ha dichiarato: “Durante la quarta settimana tutta la mia famiglia, che era risultata positiva con me stava molto meglio, ma io continuavo ad avere patologie diverse come tachicardia, nausea e stanchezza, durante due ricoveri successivi i medici pensavano avessi un ictus ed un attacco di cuore”. Una domanda può sorgere spontanea, a questo punto, le persone affette da longcovid, mantengono la possibilità di infettare un altro individuo?

Gli studi sugli effetti della patologia non hanno ancora trovato un chiaro riscontro, poiché non si riesce a capire quando una persona, dopo il tampone negativo, smette di essere infetta. Secondo Rezza dell’Istituto Superiore di Sanità: «C’è incertezza ed è bene ammetterlo, i casi di ritorno dell’infezione sono eccezionali. Non sappiamo se chi resta a lungo positivo è ancora contagioso e quanto». Un caso in Cina ha mostrato come un paziente sia risultato positivo al virus per 49 giorni.

Il sito britannico sanitario NHS.UK invita chi è affetto da Long Covid e quindi da sintomi come temperatura alta, diarrea, perdita di appetito, stanchezza, a permanere in isolamento domiciliare. Questo perché può essere ancora attiva la carica virale del virus all’interno dell’organismo.

In un’intervista sull’HuffPost di Anna E. Wallace, una paziente affetta da Long Covid riporta:” A molti di noi, malati di lungo corso, sono stati diagnosticati casi “lievi” o “moderati” perché non abbiamo bisogno dell’intubazione o di un ricovero prolungato, ma non lasciatevi fuorviare. Solo due settimane fa, mi trovavo al pronto soccorso per la quarta volta con sintomi influenzali ricorrenti e un fastidioso formicolio a gambe e braccia. Pochi giorni dopo, ho ritrovato l’energia per lavorare in giardino per diverse ore, ma tempo due giorni e sono quasi svenuta prima di colazione“.

In questo senso, per aiutare le migliaia di persone con sintomi di Longcovid, è nato un gruppo fb mondiale di discussione e suggerimenti denominato “Long Covid support group”. Abbiamo provato a mandare una richiesta di iscrizione, ma si suggerisce l’iscrizione solo se si è o si pensa di essere affetti da Longcovid. Il gruppo attualmente conta 25.000 iscritti. Nonostante gli studi sul Long Covid stiano proseguendo, urge un piano internazionale di aiuto nei confronti di chi soffre di questa sindrome. All’interno dell’app C19 gli sviluppatori riferiscono di un gran numero di utenti che chiede un aiuto finanziario dato il prolungarsi della lunga degenza, quindi l’impossibilità lavorativa, a cui il Long Covid inevitabilmente porta.

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