Goumiers. Con ritardo ma giustizia è fatta

Goumiers. Con ritardo ma giustizia è fatta

Si sta parlando molto in queste ore della decisione ormai certa, presa dai giudici della Procura Militare di Roma circa le indagini da condurre relative alle violenze e gli stupri perpetrati dal Cef (Corpo di spedizione francese) nel 1944 nei territori di Frosinone e Latina.

Questo evento, tardivo certo (si presenta a distanza di 74 anni dal compimento di queste disumane azioni militari sui civili), rappresenta una svolta dal punto di vista storico, culturale, giudiziario e umano; per la prima volta si può parlare di questo evento storico in maniera ufficiale e tali fatti, conosciuti perlopiù in ambito locale e territoriale possono uscire fuori dal territorio ciociaro e rivendicare una giustizia e dignità pari a tutti gli altri ormai riconosciuti crimini della Seconda Guerra Mondiale.

Si sta parlando in queste ore di ‘stato d’accusa’ verso il Governo Francese di allora, colpevole dell’aver lasciato carta bianca ai propri generali e uomini dell’esercito che dopo lo sfondamento della Linea Gustav nel 1944 nei pressi di Montecassino, ha permesso al proprio esercito di attuare un bottino di guerra che non ha eguali in quel conflitto.

I Goumiers, appartenenti alle truppe dell’esercito francese furono i fautori del successo militare che permise alle popolazioni del basso Lazio di essere liberate dall’esercito tedesco ma al contempo, scrissero una delle pagine più scure di questo territorio. Circa ventiquattro comuni tra le province di Latina e Frosinone durante la primavera del 1944 videro sangue, morti e urla inenarrabili, scene che solo parzialmente possiamo oggi immaginare grazie al film Oscar di De Sica “La Ciociara”.

I soldati-coloni dei francesi, strappati alle montagne del Marocco e portati a combattere sui monti Aurunci, definiti volgarmente dalle popolazioni locali come ‘marocchi’, sono stati sotto la guida del Generale Alphonse Juin, gli autori di violenze e stupri di massa su donne, bambini e talvolta anche di uomini (come nel caso del parroco di Esperia Don Alberto Terrilli che per difendere due ragazze venne preso dai Goumiers, legato ad un albero e stuprato per una notte intera).

Il ‘finalmente’ che parte oggi dai comuni ciociari e non, investiti da quegli orrori deriva dall’oblio (dovuto anche alla vergogna delle donne che furono coinvolte e che per non cadere nella mortificazione di quel peccato, non denunciarono) che per 74 anni ha investito quelle vicende.

Oggi, a seguito dell’esposto presentato in procura dal Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, Emiliano Ciotti e dall’avvocato Luciano Randazzo, il tribunale militare di Roma ha deciso di indagare e rendere giustizia, per quanto tardiva alle migliaia di donne, uomini e bambini che in quei giorni di maggio del 1944 furono investiti da una brutalità indicibile. Per alcuni, vista la quantità di anni trascorsi, sarà una giustizia alla memoria, ai familiari e più generalmente sarà giustizia per una terra che da troppo tempo aspettava un riconoscimento ufficiale per i crimini che ha dovuto subire in silenzio e nella vergogna di quanto accadde.

Sembrerebbe che da Roma stiano arrivando anche le sollecitazioni alle procure di Frosinone e Latina a contribuire alle indagini, per individuare eventuali superstiti responsabili. Si attende, ormai da tempo e forse questa è l’occasione, un riconoscimento delle proprie colpe da parte dello Stato Francese che ha sempre celato questi fatti che certamente non rendono onore alla propria nazione, ma che purtroppo si sono verificati e che ancora oggi portano le conseguenze sulla pelle e sul cuore di quante e quanti ne furono vittime.

Quello che si sta tentando di fare è di additare e riconoscere ufficialmente questa vicenda ciociara e italiana come ‘crimine contro l’umanità’, poiché i civili che hanno subìto stupri e uccisioni hanno pari importanza e dignità di quanti subirono altri crimini da tempo riconosciuti. Di fatti, nei manuali di diritto internazionale si legge che nel caso di individuazione di actus reus e mens rea, quindi di atti e intenzioni criminose, si può dar luogo a crimini di guerra; essi sussistono quando vi è una violazione grave del diritto internazionale umanitario, del <<diritto dell’Aja>> e del <<diritto di Ginevra>>.

‘Finalmente’ dopo innumerevoli sforzi e un minuzioso lavoro di raccolta di denunce e testimonianze sembra che questo canale di giustizia si possa dire finalmente aperto e che quel velo di vergogna per un peccato subìto torni al mittente.

Per chi volesse approfondire ne parlo anche in questi articoli:
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La Mamma Ciociara e le Marocchinate: la Storia non ammette ignoranza

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