Dal tribunale alla stand up comedy, lo spettacolo di Amanda Knox
Correva l’anno 2007, quando la notte del primo novembre a Perugia si macchiò di sangue. Meredith Kercher, studentessa britannica di 21 anni aderente al progetto Erasmus, fu trovata assassinata nell’appartamento che condivideva con altre studentesse. Da qui in poi la storia è abbondantemente conosciuta. Ad essere accusati dell’omicidio furono la coinquilina di Kercher, la studentessa statunitense Amanda Knox, e il di lei fidanzato Raffaele Sollecito.
Il “delitto di Perugia”, così fu soprannominato, divenne uno dei casi di cronaca nera più discussi della storia recente del nostro paese. Una vicenda giudiziaria andata avanti per anni tra ipotesi, accuse e controversie che hanno attraversato confini nazionali e culturali. Una vicenda il cui centro mediatico è indubbiamente incarnato dalla sua protagonista più discussa, Amanda Knox, da sempre al centro di un dibattito mai del tutto risolto tra garantisti e colpevolisti.
Ma non siamo qui per parlare dell’omicidio Kercher. La vera notizia oggi è un’altra. Ovvero l’annuncio di “Cartwheel”, uno spettacolo di stand up comedy con protagonista la stessa Amanda Knox e incentrato sul suo iter giudiziario.
Cartwheel
“Cartwheel” è un monologo comico dedicato alla travagliata vicenda giudiziaria che l’ha vista involontariamente protagonista. Knox, oggi trentanovenne, tiene a specificare come il caso non andrà a toccare in alcun modo la morte di Meredith Kercher, incentrandosi esclusivamente sulla sua vicenda personale, in particolare la sua sovraesposizione mediatica e il modo in cui ha raccontato la vicenda ai suoi figli.
“Meredith era una ragazza intelligente e raffinata, ma era anche divertente e giocherellona. Ascoltavamo musica insieme e uscivamo a ballare. Le piaceva divertirsi. Credo che avrebbe trovato divertente questo mio spettacolo comico. Faccio battute sul modo in cui sono stata demonizzata ma non scherzo sull’omicidio che resta per me una linea invalicabile.”
Queste le dichiarazioni rilasciate al quotidiano britannico “Telegraph” da parte della Knox. Parole che sono state inevitabilmente discusse e controverse. In particolare i familiari della vittima riterrebbero lo spettacolo offensivo e deplorevole. Difficile dire se quello di Amanda Knox sia libero esercizio di ironizzare su una vicenda che ne ha inevitabilmente segnato l’esistenza, o una mancanza di rispetto nei confronti della defunta. L’unica cosa certa è che è stato presentato all’Edinburgh Fringe Festival in Scozia.




