Il risparmio gestito raggiunge un nuovo massimo, ma i 4.373 miliardi non corrispondono interamente al patrimonio gestito
Il risparmio finanziario custodito e amministrato dagli intermediari italiani ha raggiunto un nuovo massimo nel 2025. Secondo Consob, il totale è pari a 4.373 miliardi di euro, in aumento del 7,9% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, questa cifra non rappresenta il patrimonio del risparmio gestito in senso stretto, ma include anche il valore degli strumenti detenuti presso gli intermediari vigilati, sia per i servizi di investimento sia per la gestione del risparmio. Le masse effettivamente gestite sono pari a 1,763 miliardi, in crescita dell’8,7%.
La differenza tra i due aggregati è significativa. Il primo comprende titoli depositati, amministrati o negoziati per la clientela, mentre il secondo si riferisce a gestioni individuali, fondi e altre forme di gestione collettiva. Presentare i 4,373 miliardi come unico indicatore della forza del risparmio gestito confonde due ambiti distinti. Entrambi sono in crescita, ma rappresentano attività diverse.
Analizzando i dati, il controvalore complessivo è cresciuto di circa 320 miliardi, raggiungendo 4.053 miliardi a fine 2024. Il patrimonio gestito è aumentato di circa 141 miliardi, partendo da 1,622 miliardi. Questo incremento non è attribuibile esclusivamente a nuovi versamenti, poiché le consistenze riflettono anche l’andamento dei mercati, i prezzi e la composizione dei portafogli.
Il bollettino evidenzia l’importanza dell’effetto di valutazione. I titoli di capitale italiani detenuti presso gli intermediari sono aumentati del 24,2%, raggiungendo 533,9 miliardi, pari a oltre 100 miliardi in più rispetto a un anno fa. Questo dato riflette la rivalutazione del mercato azionario italiano, ma non distingue tra acquisti netti e l’aumento dei prezzi. Anche la crescita del 20,2% degli Oicr indica un aumento delle masse, ma non necessariamente una nuova raccolta.
Il dato di flusso fornito da Consob si riferisce agli Oicr aperti di diritto italiano, che nel 2025 hanno registrato una raccolta netta positiva di circa 17,5 miliardi, trainata principalmente dai fondi obbligazionari. Sebbene il risultato sia positivo, il perimetro considerato è più ristretto rispetto ai 1.763 miliardi, poiché non include tutte le gestioni individuali, i fondi esteri, i fondi chiusi e altre componenti. Pertanto, confrontare direttamente i 17,5 miliardi con la variazione complessiva del patrimonio non sarebbe corretto.
La crescita della distribuzione si riscontra anche nei prodotti assicurativi a contenuto finanziario. I premi lordi collocati dagli intermediari vigilati sono aumentati del 10,7%, passando da 34,1 a 37,7 miliardi, mentre le unit linked sono cresciute del 12,1% a 37,2 miliardi. Tuttavia, una maggiore raccolta lorda non implica necessariamente una maggiore convenienza: occorre considerare il rendimento netto, i costi complessivi, la durata effettiva e le condizioni di riscatto.
Il quadro per l’industria rimane positivo: le masse aumentano, la raccolta netta dei fondi italiani è favorevole e gli intermediari continuano ad attrarre capitali. Secondo Esma, i costi correnti dei fondi europei sono ulteriormente diminuiti, anche se la riduzione ha riguardato principalmente i nuovi fondi. Per i prodotti già esistenti, il calo è stato più contenuto: circa il 3% per gli azionari e il 9% per gli obbligazionari.
Il vero punto critico non è il record in sé, ma l’equivalenza implicita tra patrimonio detenuto, patrimonio gestito e nuova raccolta. I 4,373 miliardi rappresentano il totale degli strumenti presso gli intermediari, i 1,763 miliardi indicano le masse gestite e i 17,5 miliardi si riferiscono alla raccolta netta di un sottoinsieme specifico. Solo distinguendo tra stock, flussi ed effetti di mercato è possibile valutare se la crescita dell’industria si traduca in più capitale affidato, prodotti migliori e maggiore valore per il risparmiatore.
FONTI E METODO
Fonti essenziali: Consob, comunicato stampa del 18 luglio 2026 e Bollettino statistico n. 28/2 – Intermediari, giugno 2026, in particolare tabelle 2.1, 2.4, 2.8 e 2.11; Esma, Market Report on Costs and Performance of EU Retail Investment Products 2025, pubblicato il 3 marzo 2026. Calcoli originali: consistenze 2024 ricavate dividendo i valori 2025 per 1,079 e 1,087; incrementi assoluti ottenuti per differenza. I dati di raccolta netta riguardano un perimetro più ristretto e non sono stati utilizzati per decomporre la variazione dell’intero patrimonio gestito.
NOTA EDITORIALE
David Marini dichiara, alla data di pubblicazione, di non detenere quote di fondi, polizze finanziarie o altri strumenti finanziari riferibili ai prodotti e agli operatori esaminati, di non acquistare prodotti finanziari e di non aver ricevuto compensi da associazioni di categoria, intermediari, gestori o produttori citati nel presente articolo. L’autore non svolge attività promozionali o pubblicitarie per i soggetti analizzati. Il contenuto è esclusivamente giornalistico e informativo e non costituisce consulenza personalizzata, raccomandazione, offerta o sollecitazione all’investimento.
Articolo a cura di David Marini — Analista Fondamentale e di Prodotto




