L’ultima notte al Motel
Per decenni i motel sono stati una tappa obbligata per automobilisti, rappresentanti, famiglie in vacanza e coppie in cerca di discrezione, oggi però stanno lentamente scomparendo, travolti dai cambiamenti nelle abitudini di viaggio, dalla digitalizzazione e da un mercato dell’ospitalità completamente trasformato. Così la chiusura del GuglielMotel di Capriate San Gervasio, lungo l’autostrada A4, rappresenta uno dei casi più emblematici di un fenomeno che coinvolge non solo l’Italia, ma anche gli Stati Uniti, dove questa formula ricettiva è nata oltre un secolo fa.
La storia dei motel inizia il 12 dicembre 1925, quando a San Luis Obispo, in California, apre il Milestone Mo-Tel Inn, considerato il primo motel moderno, al fine di offrire agli automobilisti un alloggio economico, facilmente accessibile direttamente dalla strada, con parcheggio davanti alla camera e servizi essenziali: strutture pensate per una sosta veloce in una notte di riposo prima di riprendere il viaggio, senza formalità e con costi contenuti. Il successo fu immediato, e, data prima la diffusione dell’automobile, e poi, dagli anni Cinquanta, della rete autostradale americana, i motel diventarono in qualche decennio un autentico simbolo della mobilità di massa, fino a contarne oltre 60milla negli Stati Uniti degli anni Sessanta, distribuiti lungo le grandi arterie che attraversavano il Paese.
In Italia il modello americano non si è mai diffuso nella stessa misura, ma alcuni motel sono diventati punti di riferimento lungo le principali autostrade, tra cui c’era il GuglielMotel di Capriate San Gervasio, alle porte di Milano, facilmente riconoscibile per la sua posizione strategica vicino al casello autostradale e per la grande struttura dotata di oltre cento camere e ristorante. Dopo decenni di attività, la struttura ha chiuso definitivamente i battenti nel 2025 ed è oggi oggetto di procedure di vendita, raccontando simbolicamente il declino di un’intera tipologia ricettiva. Infatti i motel hanno occupato un posto particolare anche nell’immaginario culturale, perché per gli automobilisti erano il luogo della pausa durante lunghi trasferimenti, per i rappresentanti costituivano una seconda casa temporanea, ma per molte coppie rappresentavano uno spazio discreto, lontano dagli sguardi, alimentando un’immagine che ha contribuito alla loro fama.
Anche il cinema e la letteratura hanno poi trasformato il motel in un’icona narrativa. Alfred Hitchcock lo rese teatro della suspense in Psycho, mentre Stephen King lo utilizzò spesso come scenario di isolamento e inquietudine. Anche pittori come Edward Hopper hanno raccontato la solitudine e l’anonimato che caratterizzavano questi edifici ai margini delle grandi strade.
La progressiva scomparsa dei motel è il risultato di diversi cambiamenti che hanno modificato il modo di viaggiare. Il primo riguarda la mobilità, infatti i lunghi viaggi in automobile sono meno frequenti rispetto al passato, sostituiti da spostamenti in aereo o in treno ad alta velocità, e anche il turismo si è orientato verso soggiorni organizzati, con prenotazioni effettuate in anticipo e strutture situate nei centri urbani. Parallelamente poi è cambiato il mercato dell’ospitalità, con l’espansione di bed & breakfast, affitti brevi e piattaforme digitali che hanno ampliato enormemente l’offerta, proponendo sistemazioni spesso più centrali e personalizzate rispetto ai motel tradizionali. Infine, anche il mondo del lavoro ha avuto un ruolo importante. Le trasferte dei rappresentanti e dei tecnici, che per decenni hanno alimentato la clientela dei motel, sono diminuite grazie allo sviluppo delle videoconferenze, dello smart working e di nuove modalità di organizzazione aziendale accelerate dopo la pandemia.
A cambiare però non sono stati soltanto i viaggi, ma anche le relazioni personali, e così se per molti anni i motel sono stati associati agli incontri riservati e alle relazioni clandestine, offrendo anonimato e praticità, oggi le modalità con cui nascono e si sviluppano le relazioni sono profondamente diverse, influenzate dalla comunicazione digitale e dalle app di incontri, tanto che, secondo diversi studiosi, la tecnologia ha modificato anche il rapporto con l’intimità, riducendo la centralità dell’incontro fisico immediato che per decenni aveva alimentato parte della clientela di queste strutture.
La chiusura del GuglielMotel racconta così la fine di un punto di riferimento che ha accompagnato milioni di viaggiatori, amanti e rappresentanti commerciali, diventando simbolo della libertà di movimento e non solo, delle vacanze su quattro ruote e di un’epoca in cui il viaggio era parte integrante dell’esperienza.




