La piccola Lourdes del Molise, il santuario che sembra uscito da una fiaba

Ci sono edifici che sembrano appartenere più al mondo delle fiabe che alla geografia reale, e il santuario di Maria Santissima Addolorata di Castelpetroso, arroccato tra i boschi della provincia di Isernia, è uno di questi. Guglie aguzze, due campanili e una cupola alta quasi sessanta metri si stagliano nel verde con il candore della pietra locale lavorata a mano, tanto che chi arriva per la prima volta fatica a credere di trovarsi davanti a una chiesa e non a un maniero incantato. Eppure quella meraviglia neogotica nasce da una storia di fede popolare che affonda le radici nell’Ottocento. Tutto comincia il 22 marzo 1888, e ha per protagoniste due donne semplici. Le contadine Serafina Valentino e Bibiana Cicchino, allontanatesi dal pascolo per cercare una pecora smarrita, vengono attratte da un bagliore in una grotta sulle pendici del Monte Patalecchia, dove Bibiana avrebbe visto la Madonna inginocchiata davanti al corpo di Cristo, con il cuore trafitto da sette spade. Alla prima apparizione ne seguirono altre, mentre presso la rupe scaturì una sorgente d’acqua ritenuta miracolosa, resa celebre dalla guarigione del dodicenne Augusto Acquaderni, malato di tubercolosi ossea. Il passaggio dal prodigio alla pietra fu rapido, e coinvolse un nome importante dell’architettura italiana. Il progetto venne affidato al bolognese Francesco Gualandi, tra i massimi esponenti del Neogotico italiano, e la posa della prima pietra avvenne il 28 settembre 1890 davanti a una folla imponente. La pianta racchiude un simbolo che vale l’intera devozione. La struttura è ottagonale, con sette cappelle principali dedicate ai sette Dolori della Madonna, e può contenere oltre tremila persone. La costruzione, però, conobbe una gestazione lentissima. I lavori procedettero a rilento a causa delle difficoltà economiche e delle due guerre mondiali, e la consacrazione arrivò soltanto nel settembre del 1975. I riconoscimenti ufficiali suggellarono infine il legame con la terra molisana. Nel dicembre 1973 la Vergine fu proclamata patrona del Molise, mentre nel 1995 Giovanni Paolo II visitò il luogo, e nel 2013 papa Francesco elevò il santuario alla dignità di basilica minore, tornandovi l’anno seguente per incontrare i giovani di Abruzzo e Molise. A completare l’esperienza c’è il paesaggio, che qui si fa parte integrante della visita. Alle spalle della chiesa si snoda la Via Matris, un sentiero di settecentocinquanta metri punteggiato di stazioni scolpite che risale la montagna fino al luogo delle apparizioni, tra cascate e boschi che hanno fatto guadagnare a Castelpetroso l’appellativo di piccola Lourdes molisana. Una tappa che, da sola, vale il viaggio in questa regione ancora tutta da scoprire.




