Il Trionda sta a Messi come lo Jabulani stava a Ronaldo?

Adidas Trionda. Questo il nome del pallone dei mondiali USA 2026. Una combinazione perfetta non solo del prefisso Tri che celebra l’unione dei tre paesi ospitanti: Stati Uniti, Canada e Messico e della parola Onda, in omaggio alla Ola inventata nel continente americano, ma anche della sua composizione: quattro pannelli con cuciture lunghe e profonde e tessiture in rilievo affinché la rugosità distribuita esalti le traiettorie curvilinee. Le stesse di quelle palline, tanto rugose quanto irsute, che in questi giorni sono giocate sui campi di Wimbledon, dove moltissimi punti dipendono dalle rotazioni a loro impresse dai dritti e dai rovesci giocati in top spin. Dimostrata da Gustav Magnus nel 1852 per spiegare all’artiglieria Prussiana perché i proiettili rotanti deviassero sistematicamente dalla rotta prevista, la rotazione di una sfera come una pallina da tennis o un pallone da calcio comporta che Il lato che ruota nella stessa direzione del flusso d’aria asseconda la sua velocità , mentre il lato che ruota controvento, rallenta il flusso. In definitiva il pallone non riceve la stessa spinta dai due lati e l’aria che gli gira intorno, deviata da questa asimmetria, viene scagliata da una parte e il pallone, per reazione, curva dall’altra.
La punizione a giro è tutta qui. Il calciatore colpisce il pallone di lato, con l’interno o l’esterno del piede, imprimendogli una rotazione rapida; quella rotazione scaglia l’aria verso l’esterno della traiettoria e il pallone si incurva verso l’interno, scavalca la barriera puntando apparentemente fuori dallo specchio per poi rientrare verso il palo. Il portiere vede partire un tiro che sembra destinato altrove ma lo ritrova in porta. La rotazione è un timone invisibile e chi la governa non subisce la traiettoria, la scrive. E se il pallone è un Trionda questa traiettoria si accentua e certamente può favorire giocatori tecnici come Messi che non solo riesce a imprimere rotazioni molto efficaci ma anche calcolare in modo molto tecnico velocità e traiettorie conseguenti.
A questo punto il paragone con l’ Adidas Jabulani, pallone completamente liscio e privo di ruvidità, usato ai mondiali del Sud Africa nel 2010 è doveroso. Composto da otto pannelli termosaldati, cuciture quasi azzerate e superficie liscia, anche troppo è stato anche sottoposto ad analisi nella galleria del vento della NASA da cui è emerso che la sua velocità critica cadeva proprio nell’intervallo dei tiri reali, intorno ai 70-80, che lo faceva volare a regimi del tutto instabili e imprevedibili.
E se Messi vive di rotazione e la rotazione subisce l’effetto Magnus Il tiro cosiddetto “a foglia morta” di Ronaldo, quasi senza rotazione, con un pallone liscio come il Jabulani, invece di generare una curva oscilla, fluttua senza preavviso e senza una rotta dichiarata, diventando l’incubo dei portieri perché la sua illeggibilità arriva quasi gratis.
Tuttavia ridurre il confronto a “Jabulani per Ronaldo, Trionda per Messi” è una simmetria narrativa che la fisica autorizza solo a metà.
Questo perché se il Jabulani era strutturalmente amico del tiro senza spin mentre il Trionda è strutturalmente amico del tiro arrotato nel 2010 entrambi questi due atleti giocarono con il Jabulani ma nessuno dei due ne cavò gloria balistica particolare perché il mondiale sudafricano fu avaro di punizioni memorabili per tutti, il che suggerisce che il pallone penalizzasse più che avvantaggiare.




