Scontri alla Camera durante l’approvazione del Piano casa
Tensioni tra schieramenti opposti.
Nella giornata di ieri, 23 giugno 2026, il Piano casa è stato approvato con 165 voti a favore e 117 contrari. Questo consiste in una serie di iniziative pensate come risposta alla sempre più crescente difficoltà a mantenere i costi di una casa. L’obiettivo del provvedimento è rendere sempre più accessibili case popolari o affitti per chi non può permettersi alloggi a prezzi di mercato (come studenti universitari o lavoratori fuorisede).
Tra i provvedimenti del Piano casa possiamo contare il recupero di quegli alloggi che ad oggi non possono essere assegnati, l’istituzione di un fondo pubblico atto a finanziare questo tipo di interventi, e la misura riguardante i cosiddetti progetti urbanistici misti. Questi ultimi sono la possibilità di realizzare un certo numero di edifici da vendere o affittare, in cambio di tutta una serie di agevolazioni amministrative ed economiche (queste ultime riguarderebbero chi investe più di un miliardo di euro).
Cosa è accaduto ieri alla Camera?
Come fin troppo spesso accade nel nostro paese, però, le tensioni di ieri non riguardano tanto gli argomenti trattati quanto questioni puramente ideologiche. I toni si sarebbero alzati in seguito alle parole del deputato Rossano Sasso, da poco uscito dalla Lega di Matteo Salvini per unirsi a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
“Nelle nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco. Abbiamo Omar, abbiamo Mohamed, abbiamo Abdul. E questo, cari colleghi della sinistra, a noi di Futuro nazionale non va giù.”
Durante le suddette dichiarazioni, la deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali è stata più volte richiamata all’ordine dal presidente di turno Ascani (PD). Sulla questione si sono espressi numerosi parlamentari:
“È inaccettabile che da quei banchi mettano sotto processo dei concittadini italiani. Le uniche cose che dovrebbero remigrare sono le parole razziste, fasciste e naziste che dovrebbero tornare nelle fogne”.
“Ieri gli interventi fatti da Fnv erano impregnati di nazifascismo, razzismo, pieni di odio e violenza verso il diverso e lo straniero.”
Queste le parole rispettivamente di Marco Grimaldi (Sinistra Italiana) e di Andrea Quartini (M5S).
La risposta dei vannacciani
Dal canto suo, Sasso ha ribadito le sue parole di ieri:
“Noi chiediamo semplicemente di mettere nell’assegnazione delle case popolari prima gli italiani e molto dopo bengalesi, pachistani e marocchini, questo non è razzismo, è un’opinione politica. Allo stesso modo potrei dire che loro sono razzisti contro gli italiani, se vogliono mettere sempre ai primi posti gli stranieri. Fatevene una ragione, abbiamo diritto di parola!”
Gli ha fatto eco il collega Edoardo Zellio:
“Gli esponenti di centrosinistra che vorrebbero imbavagliare un nostro deputato dimenticano che ieri il presidente di turno era Ascani, rappresentante del Pd: se avesse riscontrato quello che viene sostenuto, avrebbe richiamato all’ordine più volte Sasso, e invece non lo ha fatto.”
Quale futuro per il Piano Casa?
Con l’approvazione alla Camera dei Deputati, il Piano Casa passa ora al Senato. Per il suddetto provvedimento si prevede anche la scelta di un commissario straordinario per l’attuazione degli interventi. Entusiastiche le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Tajani:
“Oggi si approva alla Camera il Piano Casa. Siamo riusciti, grazie a un emendamento dell’onorevole Casasco, a favorire l’accesso ai finanziamenti Consap per le persone disabili, per facilitare l’acquisto della prima casa. La casa deve essere sempre più un patrimonio di ogni famiglia italiana e questo nuovo piano aiuta soprattutto il ceto medio, i ceti più deboli. È una bella notizia per gli italiani.”




