Movida, i gestori chiedono dialogo: “Non bastano i divieti”
La lotta agli eccessi della movida torna al centro del dibattito in Campania. A riaccendere il confronto sono state le recenti dichiarazioni del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, che ha annunciato una stretta sulle attività musicali all’esterno dei locali e una serie di misure finalizzate a garantire maggiore tranquillità ai residenti delle zone più frequentate durante le ore serali.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di contrastare il fenomeno della cosiddetta “movida fracassona”, spesso al centro delle proteste dei cittadini per rumori, schiamazzi e disagi notturni. Tra i provvedimenti annunciati figura il divieto di utilizzare amplificatori e diffusione musicale all’esterno dei locali pubblici, una misura che secondo il sindaco è necessaria per tutelare il diritto al riposo dei residenti.
La risposta del settore non si è fatta attendere. La Fenailp, Federazione nazionale autonoma imprenditori e liberi professionisti, ha espresso preoccupazione per un approccio basato esclusivamente sulle restrizioni. Secondo l’associazione, il comparto dell’intrattenimento e della ristorazione rappresenta una componente importante dell’economia cittadina e non può essere considerato soltanto un problema di ordine pubblico.
Gli operatori chiedono infatti l’apertura di un confronto stabile tra istituzioni, associazioni di categoria, esercenti e residenti. L’idea è quella di istituire un tavolo permanente capace di individuare soluzioni condivise che consentano di conciliare il diritto al divertimento con quello alla tranquillità di chi vive nelle aree interessate dalla movida.
La vicenda di Salerno si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge diverse città campane. Anche a Napoli, infatti, nelle ultime settimane sono entrate in vigore nuove ordinanze contro l’inquinamento acustico e gli eccessi della vita notturna. Le misure prevedono limiti alla vendita per asporto di bevande, restrizioni sugli orari e controlli più serrati nelle zone maggiormente frequentate dai giovani. Le sanzioni possono arrivare fino a diverse migliaia di euro per i trasgressori.
L’argomento è da tempo al centro dell’attenzione delle amministrazioni locali. Il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, ha più volte sottolineato la necessità di una normativa nazionale che aiuti i Comuni a gestire in maniera uniforme il fenomeno della movida, evitando continui contenziosi e interpretazioni differenti da città a città.
Sul fronte della sicurezza, le forze dell’ordine continuano a svolgere controlli nei locali e nelle aree della movida. Negli ultimi mesi in Campania sono state effettuate numerose verifiche su capienze, autorizzazioni e rispetto delle norme di sicurezza, con sequestri e sanzioni in diversi casi.
Il confronto resta quindi aperto. Da una parte ci sono i residenti che chiedono maggiore quiete e controlli più efficaci; dall’altra gli imprenditori che temono ripercussioni economiche e sostengono che la soluzione non possa essere rappresentata soltanto da divieti e limitazioni.
La sfida per le amministrazioni sarà trovare un equilibrio tra esigenze spesso contrapposte. Le attività della movida generano lavoro, attraggono turismo e contribuiscono alla vitalità dei centri urbani, ma allo stesso tempo richiedono regole capaci di garantire sicurezza e qualità della vita.
Per questo motivo la proposta avanzata dagli operatori del settore punta sul dialogo e sulla programmazione condivisa. Un percorso che, secondo i gestori, potrebbe produrre risultati più efficaci rispetto a interventi emergenziali o esclusivamente repressivi. Nelle prossime settimane si capirà se l’appello verrà raccolto e se istituzioni e categorie economiche riusciranno a trovare un punto d’incontro per governare uno dei fenomeni più complessi della vita urbana contemporanea.




