Trump ha tagliato il numero di brigate Usa in Europa
Nel nome dell’America First, martedì il Dipartimento di Difesa statunitense ha annunciato una riduzione del numero di brigate di truppe stanziate in Europa: da quattro a tre, come nel 2021. L’azione del Pentagono rientra nell’ambito delle più generali pressioni esercitate da Washington nei confronti dell’alleato europeo, affinché quest’ultimo contribuisca di più alla propria difesa.
Una Brigata da Combattimento (BCT) è composta da un numero che oscilla tra i 4.000 e i 4.700 soldati effettivi, uniti a ingenti quantità di equipaggiamenti e carri armati. L’azione nei confronti dei paesi europei è principalmente “punitiva”, poiché ritenuti ingrati dal presidente Donald Trump per non sostenere e contribuire alla guerra israelo-statunitense contro l’Iran. Inizialmente, il Pentagono aveva annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania, dopo che il suo cancelliere Friederich Merz aveva altamente irritato Donald Trump per aver criticato il conflitto con l’Iran, affermando che gli Stati Uniti sono stati “umiliati” dalla Repubblica islamica. I soldati statunitensi stanziati in Europa sono circa 80.000, presenti principalmente in Germania e in Italia.
Tuttavia, il primo paese ad essere colpito dalla decisione di Washington è la Polonia, nonostante il Pentagono avesse definito il paese nord europeo come “un alleato modello”. Il Dipartimento di Difesa, che fa capo a Pete Hegseth, ha ordinato la sospensione della rotazione di circa 4.000 soldati dell’esercito statunitense in Polonia, suscitando le preoccupazioni di Varsavia. La notizia ha sorpreso, sia perché il bersaglio iniziale era stato individuato nella Germania, sia perché la Polonia è stata giudicata da Washington come fedele, in quanto un ampia percentuale del suo PIL è destinata alla difesa (come vuole l’amministrazione Trump). il Dipartimento ha specificato che la decisione presa per la Polonia non è un caso isolato, ma fa parte di un modello più generale di revisione dello stanziamento di truppe statunitense sul suolo europeo.
La riduzione delle brigate da combattimento rappresenta, attualmente, il culmine di mesi di insistenza trumpiana nei confronti dell’alleato europeo, affinché investa di più sulla propria difesa. Il Pentagono stabilirà la collocazione delle restanti tre brigate Usa “sulla base di ulteriori analisi relative ai requisiti strategici e operativi degli Stati Uniti”, puntando a “promuovere l’agenda dell’America First in Europa e in altri teatri operativi, anche incentivando e mettendo in condizione i nostri alleati della Nato di assumersi la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell’Europa”. “È quello che ci aspettavamo”, commenta il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, spiegando: “Si tratta di una procedura normale, il dibattito è iniziato un anno fa e sappiamo che gli Usa hanno priorità in altri teatri”.




