L’incontro Trump-Xi Jinping non sarà una passeggiata
Il 14 e 15 maggio, il presidente Usa Donald Trump incontrerà Xi Jinping a Pechino, un appuntamento che non sarà privo di tensioni. Questo perché Scott Bessent, segretario del Tesoro Usa, ha espressamente chiesto alla Cina, dopo averne criticato l’appoggio all’Iran, di aiutare gli Stati Uniti nella risoluzione della crisi.
Dietro questa richiesta, si cela un problema più grande: l’ingente debito pubblico, pari a circa 40 mila miliardi di dollari, che grava sugli Stati Uniti. La guerra del resto costa, motivo per cui Trump ha un urgente bisogno di fermarla.
Eppure le tensioni tra Usa e Cina sono più che mai evidenti, anche perché non riguardano solamentw la “questione Iran”, ma anche i dazi e Taiwan(soprattutto per motivi di mantenimento della sicurezza). Sono settimane ormai che i due paesi si sfidano a vicenda in una prova di forza costante, aspetto che non promette un incontro facile.
Il summit di metà maggio sarà infatti il primo dopo ben dieci anni in cui i presidenti Usa non si sono recati a Pechino. L’obiettivo è di “verificare la possibile finalizzazione di un accordo” – ha affermato il ministro degli esteri cinese Wang Yi.
Lo stesso diplomatico ha ribadito che la Cina riconosce il legittimo diritto dell’Iran all’uso pacifico dell’energia nucleare, apprezzandone però l’impegno a non sviluppare armi atomiche, e reputa il conflitto in corso del tutto “illegittimo”.
Trovare un accordo con Washington fa parte della strategia cinese nei confronti di Teheran e rappresenta una dichiarazione di impegno diplomatico agli altri paesi asiatici.
L’attuale blocco dello Stretto di Hormuz complica ancora di più il quadro: Pechino sta infatti chiedendo con forza la riapertura della rotta marina, da cui importa circa un terzo del proprio petrolio e gas. Trump continua però a ritenere il blocco “geniale ed efficace“, anche se a breve dovrà fare i conti con alcuni limiti politici: i 60 giorni per l’uso della forza senza autorizzazione del Congresso stanno infatti per scadere.



