Variazioni sul modello di Kraepelin, l’alchimia del quotidiano
Dal 18 marzo al 3 aprile 2026, al Teatro Grassi di Milano Davide Carnevali porta Variazioni sul modello di Kraepelin.
Emil Kraepelin è stato uno psichiatra tedesco (1856/1926) che studiò diversi ambiti della psichiatria. In particolar modo la demenza precoce e la mania depressiva.
Suo collega fu Alois Alzheimer che per primo individuò, nella malattia che poi ha preso il suo nome grazie proprio a Krepelin, la presenza del cervello atrofico con placche arteriosclerotiche e alterazioni delle fibrille nervose.
Kraepelin nei suoi studi sulla demenza, notò però anche variabili psicologiche legate all’ambiente ed elencò situazioni cliniche in cui fattori sociali svolgevano un ruolo predominante.
Variazioni sul modello di Kraepelin ci porta dunque proprio tra alcune di queste variabili.
Ci troviamo così impantanati nelle sabbie mobili della demenza di un padre, uno sperduto Fabrizio Bentiveglio con lo sguardo che galleggia in un tempo senza tempo, che si mischia con la perdita di memoria di un intero continente, l’Europa.
La scena di Paolo Di Benedetto, che resta invariata, è disadorna, slabbrata, slavata. È la cucina di una casa a due piani. In alto a destra un orologio impazzito gira le sue lancette all’indietro, mentre suoni disturbanti aumentano di volume.
Il colore è una specie di verde acido tendente al giallognolo. Lo stesso colore che per Rudolf Steiner rappresenta l’immagine morta della vita, quando la vita non fluisce più nel corpo. Ma il verde nasce anche dalla trasformazione del giallo e del blu, da una sorta di processo alchemico che non necessariamente porta alla luce.
Le variazioni sul modello di Kraepelin sembrano allora raccontare l’alchimia del quotidiano di fenomeni percepibili ai sensi, che mostrano però molteplici forme invisibili del divenire.
C’è un padre, Fabrizio Bentivoglio che in piena notte non riesce a dormire e va dal figlio, che chiama papà, per essere tranquillizzato. Ha visto il diavolo. Ma anche immagini di guerra, con le macerie che si accumulano ai suoi piedi. Tutto si mescola: casa, ricordi, oggetti, tempo. Anche il valore degli stessi oscilla da zero all’infinito.
C’è un figlio, Simone Tangolo, che assiste inerme alla decadenza del padre.
C’è una donna, Camilla Semino Favro, che svolge più ruoli confondendo lo spettatore. É un medico, una moglie, una fidanzata.
Una giacca da maggiore del bisnonno o del nonno diventa poi un altro personaggio importante, simbolo delle guerre che hanno attraversato l’Europa. Sono loro le fil rouge che tiene insieme il concetto di Europa, privato quindi di qualsiasi fattore sentimentale, ideale, valoriale.
Il lavoro lascia volontariamente lo spettatore privo di orientamento e mostra il gioco di specchi della narrazione individuale e collettiva sempre sospesa tra il visibile e l’invisibile, fra realtà, immaginazione, desiderio, interpretazione.
Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello 2 – M1 Cordusio), dal 18 marzo al 3 aprile 2026
Variazioni sul modello di Kraepelin
testo e regia Davide Carnevali
scene Paolo Di Benedetto
costumi Gianluca Sbicca
luci Manuel Frenda
musiche Gianluca Misiti
video Riccardo Frati
regista assistente Virginia Landi
assistente costumista Marta Solari
con Fabrizio Bentivoglio, Camilla Semino Favro, Simone Tangolo
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica, ore 16.
Lunedì riposo.
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro
Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org




