È morto Umberto Bossi
Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, è morto ieri sera all’età di 84 anni. L’ex segretario della Lega era ricoverato in terapia intensiva nell’ospedale di Varese e, da oltre venti anni, soffriva di problemi cardiaci e motori, iniziati nel 2004, quando fu colpito da un ictus celebrale. Bossi fu uno dei protagonisti della politica italiana tra la fine del Novecento e il primo decenni degli anni 2000, ossia di quell’arco temporale che, in politica, è noto come “Seconda Repubblica”, iniziata nel 1994 dopo l’inchiesta Mani Pulite.
Dalla Lega Lombarda alla Lega Nord
Creata tra il 1989 e il 1991, la Lega Nord venne fondata da un Bossi quasi cinquantenne e già senatore nel collegio di Varese. Da qui, nacque il celebre soprannome di Senatùr, in dialetto lombardo. Negli anni giovanili, aveva militato in diversi movimenti di sinistra, prima di conoscere, nel 1979, Bruno Salvadori, giornalista e leader del partito autonomista valdostano Union Valdôtaine, che ebbe una grande influenza nella sua formazione politica e ideologica. Nello stesso anno, conobbe Roberto Maroni, con il quale instaurò un lungo sodalizio politico, cominciato con la fondazione, nel 1984 della Lega Lombarda. Il partito nacque dalla volontà di Bossi e dei suoi collaboratori di dare voce alle peculiarità culturali ed economiche della Lombardia, nel segno del federalismo e dell’autonomia. Attorno ad essa, crea una mitologia legata alle origini della propria terra, fatta di simbolismi e rituali legati alle lotte indipendentiste dei comuni del Nord Italia del XII secolo, con raduni annuali nella cittadina di Pontida, in provincia di Bergamo, e cerimonie con un’ampolla contenente le acque del fiume Po. Su queste basi è nata la Lega Nord. Celebre per il motto “Roma ladrona”, la linea del partito fu dichiaratamente indipendentista, alternandosi tra richieste di una maggiore autonomia e proposte di secessione dallo Stato italiano, e antimeridionalista, ponendo al centro la cosiddetta “questione settentrionale” (contrapposta alla storica “questione meridionale”).
Ascesa e caduta
L’ascesa politica di Umberto Bossi fu rapida e determinante. Lontana dai centri nevralgici di politica ed economia, la Lega riuscì a sfilare voti ai partiti storici, imponendosi sulla scena politica nazionale, nonostante (o, forse, grazie a) una “diplomazia d’urto”, fatta slogan non di rado sboccati o volgari, come “La Lega ce l’ha duro”, urlato ad un congresso nel 1991. Sempre con il sigaro in bocca (Giuliano Ferrara lo definì «Un drago con le narici che gli fumano e il sorriso sulla bocca»), talvolta con canottiere bianche, il suo modo di fare non compromise una carriera politica che, tra il 1987 e il 2022, lo vide due volte ministro in due governi Berlusconi, due volte senatore e parlamentare europeo. Gianfranco Fini lo definì un “Attila della politica” e insieme a lui realizzò, nel 2002 (nel secondo governo Berlusconi 2001-2005), la famosa e controversa legge Bossi-Fini sull’immigrazione clandestina. Questo provvedimento modificò le precedenti norme sull’immigrazione irregolare in Italia con l’obiettivo di ridurla drasticamente.
Tuttavia, negli anni Dieci del 2000, la sua leadership nella Lega Nord comincia a vacillare, sia in seguito alla rottura con la storica alleanza con il Popolo della Libertà di Berlusconi, sia per gli scandali coinvolsero lo stesso Bossi e il suo partito. Nell’aprile del 2012, nel corso del consiglio federale della Lega Nord organizzato per nominare un nuovo tesoriere del partito, annunciò a sorpresa le sue dimissioni da segretario della Lega Nord, spiegando di voler tutelare il partito e la propria famiglia dalle inchieste delle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria dalla quale si accusava la famiglia Bossi di aver utilizzato parte dei soldi del partito. Il nuovo segretario divenne Roberto Maroni e, poi, nel 2013 Matteo Salvini, che vedeva nella Lega una nuova opportunità per occupare il posto lasciato scoperto dopo la scomparsa di Alleanza Nazionale e lo spostamento al centro di Berlusconi. Nel 2017 Salvini fonda un nuovo partito, Lega per Salvini premier, mentre Bossi e i nostalgici dell’ormai dismessa Lega Nord fondano nel 2022 il Comitato del Nord, un nuovo punto di riferimento per la vecchia linea leghista.




