Italia Africa Business Week, alla Farnesina il dialogo strategico tra Italia e Africa
Alla Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è stata inaugurata questo mattina la 9ª edizione di Italia Africa Business Week (IABW), il principale forum dedicato alla cooperazione economica, commerciale e sociale tra Italia e Paesi africani. L’evento, che proseguirà fino al 6 marzo tra la Farnesina e il Centro Congressi Villa Aurelia, ha attirato imprenditori, istituzioni e rappresentanti della società civile da tutta l’Africa e dall’Europa.
I saluti istituzionali hanno aperto ufficialmente la giornata del 4 marzo: sono intervenuti il Vice Ministro Edmondo Cirielli, rappresentando il governo italiano e ribadendo l’importanza strategica dell’Africa come territorio di opportunità condivise, sviluppo e partenariato sostenibile e Laura Lungarotti, Direttrice Divisione Mobilitazione Risorse, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). Ultime parole affidate a Cleophas Adrien Dioma, Presidente Associazione Le Réseau.
Nel discorso introduttivo, è stato sottolineato il ruolo dell’evento come piattaforma di dialogo tra istituzioni, imprese italiane e africane e società civile, con l’obiettivo di promuovere investimenti, innovative partnership commerciali e lo sviluppo di un’economia internazionale più inclusiva.
Il primo panel: il Piano Mattei nel dialogo Italia–Africa
Seguito dai saluti istituzionali, il primo panel della mattinata è stato dedicato a un tema centrale dell’agenda di cooperazione economica: l’analisi e discussione sul Piano Mattei per l’Africa, la strategia italiana di cooperazione su infrastrutture, energie, agricoltura e formazione.
Moderato da Daniele Fattibene (European Think Tanks Group), il panel «Two Years of the Mattei Plan: Results and Future Directions of the Italy–Africa Partnership” ha visto la partecipazione di relatori provenienti da istituzioni pubbliche e dal mondo imprenditoriale:
- Lorenzo Ortona – Deputy Coordinator della Struttura di Missione del Piano Mattei.
- Andrea De Marco – Program Manager, UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale).
- Francesco Tramontin – Vicepresidente Affari Istituzionali, Ferrero.
- Patrizia Mauro – Direttore Generale, Confindustria Assafrica & Mediterraneo.
- Marco Riccardo Rusconi – Direttore, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
- Nguéto Tiraina Yambaye – Presidente, Club of African Banking and Financial Executives.
Il panel ha esplorato i risultati di due anni di attuazione del Piano Mattei, evidenziando progressi, sfide e prospettive future per rafforzare i legami commerciali e le infrastrutture tra Europa e Africa. È emersa un’analisi profonda sulla complessità di tradurre visioni politiche in investimenti reali, mettendo in luce sia il potenziale delle risorse africane sia le difficoltà, soprattutto per molte imprese, di superare barriere strutturali e percezioni di rischio. L’Africa viene promossa come un territorio ricco di risorse su cui vige ancora una grande paura di investimento.
Al di là delle formule istituzionali, il confronto della mattinata ha messo in evidenza alcune tensioni strutturali nel rapporto tra Europa e Africa.
Uno dei passaggi più significativi ha riguardato il ruolo della diaspora africana, descritta non solo come ponte culturale ma come vero attore economico, capace di facilitare investimenti, scambi e trasferimento di competenze. Un capitale umano che spesso resta ai margini delle strategie ufficiali ma che, nei fatti, rappresenta uno dei canali più dinamici di cooperazione.
Sul piano geopolitico, è emersa con chiarezza la consapevolezza di un multilateralismo in affanno. Le crisi internazionali, le nuove competizioni per le risorse e il riassetto degli equilibri globali rendono più fragile il quadro cooperativo. Eppure, è stato ribadito come senza un impianto multilaterale solido – dalle istituzioni finanziarie internazionali alle agenzie di sviluppo – sia difficile costruire partenariati stabili e duraturi.
Il punto forse più concreto ha riguardato la diffidenza di molte imprese italiane verso il continente africano. Nonostante l’enorme disponibilità di materie prime, un mercato giovane e in espansione e un crescente fermento imprenditoriale locale, persistono timori legati alla stabilità normativa, ai rischi politici e alla tutela degli investimenti. Una distanza tra percezione e realtà che il Piano Mattei ambisce a colmare, anche attraverso strumenti di garanzia e accompagnamento istituzionale.
Infine, il tema della qualità del partenariato. Più relatori hanno insistito sulla necessità di superare approcci sbilanciati o estrattivi, per costruire relazioni economiche fondate su reciprocità, formazione e trasferimento di competenze. In altre parole, meno interventi calati dall’alto e più co-progettazione con attori locali.




