Ammirabili & Freaks
Noto a tanti, ma conosciuto da pochi. Né erudito né incolto, trascorse la vita dedicandosi alle letture, ma da uomo che non dà importanza al danaro si adattò alla vita e amò il proprio lavoro”. Durante la presentazione, ancora visualizzabile su Youtube, di un suo precedente libro Giuseppe, Pippo, Marcenaro, leggeva divertito queste parole, scorte su di una lapide all’interno del Chiostro della Abbazia di Westminster, eleggendole a suo epitaffio.
Nulla di più corretto per descrivere lo scopo a cui è stata dedicata la vita di questo grande Intellettuale.
Ammirabili & Freaks, appena uscito, postumo, per Il Saggiatore, è, a ben vedere, l’eredità elegante di un uomo curioso.
È l’esercizio di stile raffinato e divertente, di disegnare dei ritratti affidabili e precisi, contenuti in poche pagine, di una sfilza di alcuni tra i maggiori protagonisti della letteratura e del mondo della cultura del secolo scorso.
Descrivendone gli incontri con l’autore e i ricordi personali, si susseguono le varie biografie, quasi come quei bozzetti fatti al carboncino che risaltano alcuni elementi per caricaturizzarli, ma da cui si evince una immagine nitida e precisa del soggetto disegnato.
Le telefonate al mattino con Xavier de Sade, anziano Don Chisciotte, che lotta incessantemente nell’ardua impresa di ripulire la reputazione, del noto Marchese, suo antenato.
Le visite, condite da condivise e fragorose risate, allo scrittore Peppo Pontiggia nella sua libreria/ casa invasa da circa quarantamila volumi (elemento che lo accomuna all’autore), che ne costituiscono l’unico elemento di arredo, quasi come forma di celebrazione sacrificale ai libri anche “se è impossibile leggerli tutti”.
La vita di redazione al Giornale, nella attesa delle puntigliose correzioni del direttore Indro Montanelli, prestando al contempo la complicità al toscano per “liberarlo” di Giovanni Spadolini, visitatore non atteso.
Gli incontri con il grande critico Carlo Bo per cui la letteratura è la vita stessa “perché restando qui …ci permette di andare avanti”.
Ancora, imbattersi casualmente a ora di pranzo in quel vulcano irruento di Gian Carlo Fusco, ed esserne intrattenuto durante il pasto, da spettatore privilegiato, dai racconti e dalle doti di impareggiabile istrione.
O vegliare, nella propria abitazione, l’irrinunciabile pisolino post-prandiale di Luciano Foà, mostro sacro della editoria con la sua Adelphi.
E ancora Mario Soldati, Peter Tompkins e tanti altri.
Nell’insieme se ne ricava, sullo sfondo e senza autocelebrazioni, il racconto della vita di Giuseppe Marcenaro, un uomo leggero e piacevole, che ha amato i libri in modo profondo e disinteressato.




