La stretta sulla sicurezza del governo Meloni dopo gli scontri di Torino
Dopo due ore di Consiglio dei ministri, è arrivato ieri il via libera alla stretta sulla sicurezza. La premier Giorgia Meloni insiste su «un approccio più duro» e presenta un pacchetto di misure più severe per arginare i disordini ai cortei. La pressione del governo è arrivato in seguito agli scontri avvenuti tra polizia e manifestanti durante il corteo organizzato sabato pomeriggio a Torino in sostegno all’Askatasuna, lo storico centro sociale sgomberato a metà dicembre.
Le nuove misure
Dinanzi ai fatti di Torino, dove dei manifestanti hanno aggredito con calci e un martello un poliziotto e dove poliziotti a loro volta hanno manganellato violentemente persone ritenute innocenti (tra cui un fotografo e un anziano lasciato sanguinante sul ciglio della strada), Meloni invoca uno Stato che «non si gira dall’altra parte». Dopo un serrato confronto con il Colle, il nuovo pacchetto punta a difendere «chi ci difende» e a restituire «sicurezza e libertà ai cittadini». Non manca l’attacco della premier contro le toghe, accusate di «doppiopesismo» e dicendosi «indignata» per la scarcerazione di alcuni dei responsabili degli scontri di Torino.
Tra le misure, fa discutere il fermo preventivo di dodici ore per i manifestanti sospetti al divieto di porto di coltelli, per il quale il ministro dell’Interno Piantedosi garantisce non rappresentare una norma «liberticida». Viene introdotto uno “stato di giustificazione” per le Forze dell’ordine che dovessero agire per legittima difesa, multe e pene più severe, unite ad una maggior presenza di agenti per le strade. Inoltre, verrà istituito un Daspo per chi ha precedenti di piazza, condannati per terrorismo, lesioni agli agenti e altri tipi di reati. Introdotte, poi, sanzioni pesanti per i cortei non autorizzati o che deviano il percorso. Altre novità, riguardano le cosiddette norme “anti-maranza”, con stretta sui coltelli e multe a genitori e esercenti; la stabilizzazione di zone rosse, con la possibilità di allontanare soggetti ritenuti pericolosi e pene più severe verso i borseggiatori.
L’Ice alle Olimpiadi Milano Cortina 2026
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato che nel giro di un paio di giorni il nuovo decreto andrà in Gazzetta ufficiale, entrando in vigore nei giorni in cui gli occhi saranno puntati sulle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Proprio la sicurezza delle Olimpiadi è stato un tema di ampio dibattito, una volta diffusa la notizia che a contribuirvi sarà anche l’ICE, l’agenzia federale statunitense potenziata durante l’amministrazione Trump per combattere l’immigrazione e ormai tristemente nota per i suoi metodi violenti e, spesso, disumani. Piantedosi ha garantito che «l’ICE non svolgerà attività operative sul nostro territorio» e che saranno impiegati «solo in attività di analisi e scambio di informazioni con le autorità italiane». Tuttavia, la loro presenza non è ben vista dalle opposizioni, soprattutto in seguito ai casi di uccisione di due cittadini disarmati e innocenti come Renee Nicole Good e Alex Pretti a Minneapolis o di arresto di bambini di cinque anni, disabili e uomini seminudi prelevati dalle loro abitazioni senza un reale capo d’accusa.




