Groenlandia: la El Dorado delle Big Tech
Da quando il presidente statunitense Donald Trump è tornato ad esprimere con forza il suo interesse per la Groenlandia, alcune delle persone più ricche del mondo hanno iniziato a effettuare i loro investimenti strategici nell’isola autonoma danese ricca di minerali.
Perché la Groenlandia
L’interesse di Trump per la Groenlandia fa capo principalmente a due ragioni di tipo prettamente economico e commerciale. La prima, riguarda sicuramente la posizione strategica dell’isola dell’Artico, perfetta per monitorare le rotte e i movimenti commerciali e militari tra Nord America e Eurasia. La seconda concerne il suo sottosuolo, ricco di metalli rari e minerali critici, indispensabili per le tecnologie avanzate, per la creazione di microchip, batterie, radar e sistemi di difesa, e per la transizione energetica. I miliardari del mondo, che detengono primati specialmente nel settore tecnologico, hanno visto nell’attrazione di Trump per l’isola artica una mira ideale per i loro investimenti.
Gli investimenti delle Big Tech nell’isola
Come confermato alla rivista Forbes dall’ex consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, pare che il primo a fornire a Trump l’idea di conquistare la “terra verde” sia stato Ronald Lauder. L’erede di Estée Lauder, uno dei brand più famosi della cosmesi, secondo il quotidiano danese Politiken avrebbe investito dal 2019 in un’azienda groenlandese non redditizia di imbottigliamento di acqua dolce. Nello stesso anno, dopo che Trump aveva manifestato il suo interesse per l’isola, Jeff Bezos, Bill Gates e Michael Bloomberg, alcuni tra gli uomini più ricchi del mondo, hanno iniziato ad investire nell’azienda Kobold Metals. Nel 2022 ha investito in Kobold anche Sam Altman, ex Ceo di OpenAI. Fondata nel 2018 a Berkely, in California, Kobold Metals sta cercando di rivoluzionare il settore tradizionale delle miniere attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dell’utilizzo dei dati geologici. Il suo obiettivo è quello di analizzare i terreni della Groenlandia per capire dove si nascondono i materiali preziosi, essenziali per il mondo della tecnologia. Gli investimenti sono stati effettuati tramite Breakthrough Energy, un fondo guidato dallo stesso Bill Gates e il cui obiettivo è di “accelerare l’innovazione nell’energia verde e costruire le industrie del futuro”.
Le “città del futuro”
Al “futuro” guarda anche Peter Thiel, miliardario e imprenditore noto per aver co-fondato i colossi Paypal e Palantir Technologies. A partire dal 20021, Thiel ha finanziato la start-up Praxis, che mira a costruire in Groenlandia una delle “Freedom cities”, delle città del futuro tecnologicamente avanzate. Il progetto avveniristico di Thiel ha persegue lo scopo di creare un centro tecnologico libertario, ossia con regolamentazione e azione governativa ridotte al minimo, e con la massima capacità di innovare. Il presidente della Palatir sta elaborando questo progetto tramite Praxis per costruire le città che esisteranno nel futuro. Secondo i piani di Thiel, la prima di queste sarà proprio in Groenlandia. Inoltre, anche Howard Lutnick, Segretario al Commercio nell’amministrazione Trump e ex CEO della Cantor Fitzgerald, ha investito nella società mineraria groenlandese Critical Metals Corp per oltre tre decenni.
Tra risorse e ostacoli
Secondo i rapporti della Geological Survey of Denmark and Greenland (GEUS), le sole riserve di terre rare stimate in Groenlandia ammontavano nel 2023 a 1,5 milioni di tonnellate. Inoltre, sempre secondo GEUS, l’isola ospita riserve di petrolio pari al 13% di quelle mondiali e riserve di gas naturale pari al 30% di quelle mondiali. Importanti sono anche i giacimenti di uranio, oro, diamanti e rubini presenti nell’isola. Tuttavia, la loro estrazione, compresa quella del petrolio e di gas, è attualmente vietata per ragioni ambientali. Inoltre, le condizioni climatiche estreme e la carenza di infrastrutture adeguate rappresentano tutt’ora un ostacolo per la maggior parte dei progetti di estrazione mineraria nell’isola, per cui fino ad ora il tutto è ancora in fase di esplorazione.




