Vertice Italia-Giappone: due donne conservatrici alla guida di un Paese
«Questa è la terza volta che io vengo in Giappone in tre anni che sono al governo e non è stato un caso, è stata una scelta». Così esordisce il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel bilaterale del 15 gennaio con la sua omologa giapponese, Sanae Takaichi, tenutosi a Tokyo. Alla fine del vertice, Meloni pubblica un selfie con la prima ministra giapponese, in un collage che riproduce la stessa foto, ma in versione manga giapponese. «Due Nazioni lontane, ma sempre più vicine», scrive nella didascalia.
Effettivamente, i punti di congruenza tra le due leader non sono pochi. Entrambe prime donne elette alla guida del governo del proprio Paese, che fino ad allora aveva visto soltanto uomini di potere alternarsi alla punta dell’esecutivo. Entrambe caratterizzate da una visione conservatrice e da una linea decisa in politica estera, all’insegna della «Nazione» – come scrive la stessa Meloni, in termini di sicurezza interna e di economia. Takaichi, eletta solo pochi mesi fa, il 21 ottobre, non rigetta il parallelismo spesso assegnatole con Margaret Thatcher: i suoi completi azzurri richiamano spesso quelle dell’Iron Lady inglese e anche lei è spesso designata tramite l’appellativo «dama di ferro» giapponese.
«Il messaggio», spiega Meloni, «è che crediamo molto in questa alleanza». L’incontro a Tokyo vedeva sul tavolo diversi dossier, quali il rafforzamento della cooperazione economica, industriale e tecnologica tra i due Paesi e le attuali questioni internazionali. Inoltre, è stato caratterizzato dalla celebrazione del 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. nell’editoriale congiunto di Meloni e Takaichi – pubblicato sul Corriere della Sera e sul Nikkei – le due premier parlano di un costante contesto di dinamismo e crescita, che caratterizzava sia il 1866 e che continua anche 160 anni dopo. Nel contesto attuale, Meloni e Takaichi condividono «la responsabilità di contribuire al futuro ordine internazionale».
Le sfide che accomunano Italia e Giappone sono, secondo le due leader, questioni sociali come quella demografica, economiche come la collaborazione tra le aziende, nel settore della difesa e in quello tecnologico e scientifico. Proprio sull’economia, non mancano i timori per l’attuale situazione internazionale. Sottolineano perciò «l’importanza di garantire un ordine economico libero ed equo, la sicurezza economica e il rafforzamento della resilienza delle rispettive economie», e promettono «di sostenersi reciprocamente nel rafforzamento delle catene di approvvigionamento, anche attraverso i rispettivi sistemi industriali, e a intensificare la cooperazione sulle materie prime critiche».Meloni e Takaichi ribadiscono poi il proprio «fermo impegno a tutelare l’ordine internazionale basato sullo Stato di diritto e a promuovere pace, prosperità e stabilità a livello globale». Sottolineano l’importanza di rotte centrali e di interesse reciproco come il Mediterraneo e l’Indo-Pacifico, come «spazi geopolitici centrali negli equilibri globali».




