Trump non molla la presa sulla Groenlandia e nomina un inviato speciale
Donald Trump ha deciso di inviare un inviato speciale in Groenlandia e questo ha riacceso nuove tensioni con la Danimarca. Il tycoon ha più volte mostrato il suo interesse nel comprare o acquisire in qualche modo l’isola più grande del mondo, vicina agli Stati Uniti ma sotto il controllo danese dal 1814. Ora, il presidente statunitense ha nominato il suo inviato speciale per promuovere i suoi interessi nell’isola.
Jeff Landry, il nuovo inviato speciale in Groenlandia
Si chiama Jeff Landry ed è il governatore della Louisiana il nuovo inviato speciale statunitense in Groenlandia. Veterano dell’esercito, ex poliziotto, repubblicano che è stato membro del Congresso e che è considerato vicino al movimento Maga e agli ultraconservatori cristiani. Un fedelissimo di Trump, che si è più volte espresso in sostegno all’idea trumpiana di annessione del territorio danese agli Stati Uniti. «Il presidente Donald Trump ha assolutamente ragione! Dobbiamo fare in modo che la Groenlandia si unisca agli Stati Uniti», aveva scritto tempo fa in un post su X.
L’inviato speciale è un rappresentante che il governo incarica di recarsi in una specifica località per una determinata missione. La Groenlandia è un’isola che conta circa 56.000 abitanti, ha un territorio freddo e non sarebbe così importante per Trump se non fosse ricco di metalli rari, essenziali per il settore tecnologico e la transizione energetica. Con queste materie prime si possono costruire microchip e dispositivi elettronici, ma sono anche essenziali per le energie rinnovabili e in settori come la medicina e la difesa.
Nuove tensioni tra Washington e Copenaghen
La risposta della Danimarca non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Lars Lokke Rasmussen ha dichiarato: «La nomina conferma che l’interesse statunitense per la Groenlandia è ancora viva. Tuttavia, siamo fermamente convinti che tutti, compresi gli Stati Uniti, debbano rispettare l’integrità territoriale del Regno». Copenaghen ha ribadito che l’isola non è in vendita e ha convocato immediatamente l’ambasciatore statunitense. «Quando Trump decide di nominare improvvisamente un inviato speciale, questo è qualcosa che mi turba profondamente», ha sottolineato Rasmussen.
Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, la questione dell’annessione statunitense della Groenlandia si è riaccesa. Già nel primo mandato, nel 2020, Trump aveva riaperto il consolato a Nuuk, la capitale dell’isola, chiuso dal 1953. Pochi giorni prima del suo secondo insediamento alla Casa Bianca, nella prima conferenza stampa a Mar-a-Lago, Trump esplicitava la sua volontà di appropriarsi dell’isola danese. Gli Stati Uniti hanno una base militare in Groenlandia dalla seconda guerra mondiale, dopo aver invaso il territorio per stabilirvi postazioni militari e stazioni radio in seguito all’occupazione nazista in Danimarca. Il vicepresidente statunitense J. D. Vance ha visitato la base nel marzo di quest’anno, invitando la popolazione di «stringere un accordo con gli Stati Uniti».




