Gli squalificati: il degrado di Kabukicho

Quando si parla di Giappone, si immagina una società all’avanguardia e a un passo dalla perfezione: cultura del sarariman, sicurezza tale da lasciare un palazzo intatto dopo un terremoto di magnitudo 7 e con una sorta di estetica sdolcinata in stile Sanrio. Il Sol Levante sarà una mela d’oro, ma anch’essa ha il suo verme. Si chiama Kabukicho, la zona a luci rosse di Tokyo, centro di perdizione giovanile e della yakuza.
Le origini del quartiere
L’immagine attuale del quartiere prende forma nel 1872. Il nome Kabukicho deriva dal tentativo di costruire nell’area un teatro kabuki. Proprio nell’epoca Meiji, in Giappone abrogarono le leggi che regolavano la prostituzione, questo provocò al trasferimento delle geishe e delle “donne di piacere” nel distretto.
Durante il secondo conflitto mondiale le leggi si fecero più rigide e si cercò di migliorare la reputazione di Kabukicho spostando il teatro Kabuki-za di Ginza, successivamente soggetto a un incendio che fece svanire il piano di redenzione del distretto.
Cosa si vede in una notte a Kabukicho
Sebbene Kabukicho sia considerata una zona pericolosa di Tokyo, secondo gli standard occidentali è più tranquilla che mai. Di notte anche le ragazze sole possono camminare per le strade del distretto senza alcun rischio, l’unica condizione? Ignorare chiunque si approcci a loro.
Molti uomini si avvicinano per chiedere educatamente di bere una birra assieme, ma accade esclusivamente alle donne giapponesi. Altrimenti, se straniera, non la guardano nemmeno. I venditori ambulanti pronti a truffarti sono dietro l’angolo, si presentano con “ottime offerte”, ma gli elementi che si possano incontrare a Kabukicho sono gli uomini di colore. Fermano soprattutto gli stranieri per portarli nei locali a luci rosse con lo scopo di fargli incontrare delle ragazze. Sono insistenti ed è difficile allontanarli, la loro tipica risposta a ogni giustificazione è: “Why not?”
A Kabukicho è impossibile essere vittima di rapina o quant’altro, perché la yakuza lo impedisce. I soap land, centri di prostituzione in mentite spoglie di “luoghi in cui si viene lavati”, night clubs e love hotel sono grandi fonti di lucro per i malavitosi. Dunque, la yakuza si assicura che i frequentatori di Kabukicho non possano avere alcun tipo di preoccupazione. Una regola fondamentale per passare una serata nel quartiere a luci rosse è non scattare assolutamente foto. I membri della yakuza odiano venir fotografati per ragioni legali e soprattutto odiano che vengano immortalati i racket.
L’emergenza dei Toyoko Kids
I maggiori capri espiatori dei racket sono i Toyoko Kids, fenomeno ormai considerato emergenza nazionale in Giappone.
L’etimologia del termine è l’abbreviazione di “accanto al palazzo Shinjuku Toho” in lingua giapponese, “To-yoko” (東横). I Toyoko Kids bazzicano per i vicoli attorno al palazzo Shinjuku Toho, sono senza fissa dimora e spesso li si trova a dormire per strada. Questi ragazzi provengono solitamente da Osaka e Nara, mai da Tokyo. Scappano da situazioni famigliari disperate o pesante bullismo e vengono attratti dallo stile alternativo dei Toyoko Kids, spesso influencers che mostrano una comunità apparentemente libera e accogliente in cui possono trovare rifugio dalle proprie sofferenze.
I Toyoko Kids sono riconoscibili dall’abbigliamento inusuale. Le ragazze seguono uno stile “dark kawaii” composto da felpe oversize nere, gonne corte e trucco pesante, mentre i ragazzi seguono le vecchie tendenze emo. I loro clan sono tutto tranne che accoglienti, seguono gerarchie crudeli. Il giovane della comunità con più followers su Tiktok o Instagram viene consacrato con il titolo di “Dio” o “Imperatore”, sottomette gli altri Toyoko Kids che devono essere disposti ad obbedire a qualunque richiesta facciano. Un esempio tragico degli “obblighi” è l’omicidio e la tortura di un senzatetto nel 2021, il leader di uno di questi gruppi ordinò a sei subordinati di compiere le barbarie.
Sono altrettanto preoccupanti i metodi con cui i Kids trovano il denaro per sopravvivere e il suo uso. C’è poca scelta, tanti cadono nel giro della prosituzione venendo persuasi dai componenti della yakuza locali pronti a sfruttare minorenni. Le “principianti” vengono istruite dalle prostitute più anziane, sfortunatamente le dinamiche possono avvenire fra una ragazzina di dieci anni con una di diciannove, che le mostrano le migliori app di appuntamenti. I Toyoko Kids utilizzano i guadagni principalmente per acquistare alcol, sigarette e farmaci per raggiungere volontariamente l’overdose.
Le condizioni di Kabukicho sono le conseguenze di una società disumanizzante e propensa a condannare il minimo errore. Giovani e adulti presto cominciano a considerarsi degli “squalificati” come scriveva Osamu Dazai, fino a voler diventare invisibili nei vicoli della città.




