Guerra in Libano, l’antica Tiro inserita nei patrimoni Unesco a rischio

L’antica città di Tiro, nel sud del Libano, è stata inserita nella lista Unesco dei siti patrimonio dell’umanità a rischio, dopo i continui attacchi israeliani alla città. Secondo l’Unesco, il patrimonio di Tiro è stato “direttamente colpito e ha subito danni”, aggiungendo che “si considera che non ci sono più le condizioni ottimali per garantire la conservazione e la protezione del valore eccezionale del patrimonio”.
La richiesta di inserimento della città nella lista dei patrimoni Unesco in pericolo è giunta dalle autorità libanesi, dopo che la città è stata oggetto di una vasta campagna di raid israeliani dall’inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, iniziata a marzo. Il ministro libanese della Cultura, Ghassan Salamé, ha accusato le truppe israeliane di violare la Convenzione dell’Aia riguardante l’obbligo di tutela dei beni culturali nei casi di conflitto armato. La città di Tiro, nel sud del Paese dei Cedri, è stata fondata nel 2750 a.C. ed è oggi una delle più grandi del paese. Dopo l’inserimento nei patrimoni Unesco nel 1984, Tiro ospita due siti Unesco con rovine dell’impero romano: un arco di trionfo e un ippodromo del II secolo. Si trova a 83 kilometri dalla capitale Beirut, ma a soli 20 kilometri dal confine israeliano, la cui vicinanza ha portato nel tempo a diversi problemi sociali: già a partire dalla proclamazione dello Stato di Israele nel 1948, numerosi rifugiati palestinesi si riversarono nei campi profughi allestiti alla periferia sud della città e nei pressi dell’ippodromo romano. Dalla guerra civile libanese iniziata nel 1975, la città fu colpita pesantemente e sottoposta a una lunga occupazione israeliana fino al 2000, durante la quale prese vita la resistenza armata del gruppo Hezbollah.
Dalla recente guerra in Medio Oriente iniziata a fine febbraio, l’esercito israeliano ha intensificato i suoi attacchi nel sud del Libano e nella città di Tiro. A giugno Israele ha imposto ai circa 200.000 abitanti di lasciare la città in sole due ore, per bombardare la città prima e dopo l’ordine, trasformando gran parte del centro urbano in un’area deserta. Nonostante le devastazioni belliche, l’antica Tiro continua a mantenere il suo valore storico, che l’Unesco dichiara essere “in pericolo”. Secondo l’Unesco, infatti, lo “stato di conservazione” di Tiro “suscita crescenti inquietudini, in particolare, dinanzi alla possibilità di nuovi impatti”. In collaborazione con Unosat, il Centro satellitare delle Nazioni Unite, l’Unesco sta effettuando un monitoraggio satellitare del patrimonio, per valutarne lo stato di conservazione e gli eventuali danni subiti. Audrey Azoulay, Direttore Generale dell’Unesco, ha promesso: ”L’Unesco ha una profonda e lunga collaborazione con il Libano. Non risparmieremo alcuno sforzo per fornire tutta l’esperienza e l’assistenza necessarie a proteggere il suo eccezionale patrimonio”.




