Il vertice del «disgelo»: Meloni riceve Macron
Più di tre ore di incontro bilaterale tra la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il suo omologo francese, Emmanuel Macron. Una durata straordinaria, che evidenzia la crucialità del vertice Italia-Francia, avvenuto domenica 3 giugno a Palazzo Chigi. «La notizia sta già nell’incontro in sé», spiega l’Ansa. Il bilaterale tra Meloni e Macron arriva, infatti, dopo mesi di attriti tra i due leader, culminati recentemente a Tirana con la vistosa assenza della premier italiana al tavolo con i leader europei e Volodymyr Zelensky. Ora, si parla di «disgelo».
Rafforzare la coordinazione
La nota congiunta arriva attorno alle 21.49 e sottolinea la necessità di «coordinare gli sforzi», in termine «di mobilitazione e azione europea di fronte alle sfide comuni che si moltiplicano e si aggravano». Si parla, inoltre, di forti convergenze sull’agenda europea per la competitività e la prosperità», da attuare attraverso la «semplificazione normativa» e gli «investimenti pubblici e privati», nonché sul principio di competitività europea «ad armi pari» per tutti i settori, anche per l’automotive e l’energia.
Ucraina, dazi e Medio Oriente
La parte più rilevante del comunicato è però quella riguardante l’Ucraina, verso la quale i leader francese e italiano ribadiscono «il sostegno incrollabile e senza esitazioni», «necessario per raggiungere una soluzione equa e duratura», impegnandosi nel lavorare insieme ad «un ambizioso cambiamento di scala nella difesa europea, sia in termini di investimenti che di sostegno alla base di difesa industriale e tecnologica europea».
La volontà di affrontare insieme le questioni di sicurezza viene estesa da Meloni e Macron anche per quel che riguarda la situazione in Medio Oriente e in Libia, ma anche per fronteggiare congiuntamente il turbine innescato dai dazi di Donald Trump a pochi mesi dall’inizio del suo secondo mandato. La nota congiunta rimarca la volontà tra Italia e Francia «di coordinare le proprie posizioni in tema di relazioni transatlantiche, nonché sulla sicurezza economica e commerciale dell’Unione Europea», in nome di una compattezza europea capace di far fronte alle minacce statunitensi.
Meloni-Macron: un incontro necessario
Infine, i due leader hanno fissato il prossimo bilaterale, che avrà luogo in Francia ad inizio del 2026. L’importanza di questo incontro e della definizione di un prossimo è notevole, atta soprattutto ad abbattere una narrazione che vedeva le divergenze tra le due presidenze come inconciliabili, in un momento in cui l’Europa necessita compattezza di vedute e stabilità interna. Da Parigi è arrivata subito la rassicurazione: «Non c’è assolutamente nessun ostracismo nei confronti di Meloni». Allo stesso modo, Giorgia Meloni, pur non negando le discordanze, nei giorni scorsi aveva ridimensionato la circostanza: «Si sta facendo molto rumore su questo argomento». In ogni caso, un segnale di unione tra Francia e Italia, due Paesi sempre identificati come «amici», era necessario, specialmente di fronte alle sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare in questo momento.




