La prima luce di Neruda, una storia d’amore
La prima luce di Neruda al Teatro Elfo Puccini di Milano fino al 5 giugno 2025, è la trasposizione teatrale dell’omonimo libro di Ruggero Cappuccio. Narra della grande storia d’amore tra Neruda, poeta già celebre, simbolo di resistenza politica e culturale e Matilde Urrutia, cantante e scrittrice. Conosciuta nel 1946 resterà con il poeta sino alla sua (di lui) morte, avvenuta in Cile nel settembre del 1973, pochi giorni dopo il colpo di stato.
Lo spettacolo rispecchia la tecnica narrativa non lineare del romanzo, che passa dalla prima alla terza persona, dove il passato sorprende il presente in giravolte continue. Il movimento corale degli attori sul palco poi, racconta del processo creativo che parla di stima e amicizia tra artisti.
L’argentino César Brie, attore e regista teatrale, drammaturgo scappato da dittature sudamericane, firma infatti la regia del progetto di Elio De Capitani e Cristina Crippa anche in scena.
Insieme a loro, una coppia di giovani artisti dell’Elfo, Silvia Ferretti e Umberto Terruso.
Le due coppie non si scambiano solo le anagrafiche dei due amanti, ma moltiplicano le comparse nelle loro vite nel periodo compreso tra il loro incontro e la morte del poeta.
In sottofondo, i canti lenti e gravi di Violeta Parra, voce storica cilena, cantati e musicati dal vivo dalla bravissima Francesca Breschi.
In scena i pochi oggetti cambiano di identità continuamente. I 2 appendiabiti cui sono appesi abiti di tutti i tipi diventano muri, le due testiere del letto si trasformano in cancellate, sbarre di una prigione, divisori; le due panche bianche, da oggetti di seduta arrivano a trasformarsi in letti, in panche del treno, finanche in una bara.
Talvolta un video a schermo totale riproduce l’oceano, i suoi tanti colori, le sue onde, le risacche.
Ci ricorda di come questo poeta non abbia scritto solo con le parole, ma con il respiro del mare, con la sua forte luce e il vento che lo agita, anche non vengonono declamati testi del suo canto.
Alla fine, le acque si fanno scure, finanche nere. Parlano non solo della morte del poeta, ma anche della dittatura del 1973 di Pinochet e dell’assassinio di Allende.
Le sue ultime parole risuonano nella bella sala del Teatro Elfo: “Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua comparsa già da qualche tempo. (….) Sono certo che il mio sacrificio non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento”.
Restano invece in ombra, alcuni aspetti poco conosciuti del poeta. Come la bigamia, l’abbandono della figlia disabile nata dalla prima moglie olandese e presunti casi di violenza.
La prima luce di Neruda
di Ruggero Cappuccio
regia e adattamento Cesar Brie
con Elio De Capitani, Cristina Crippa, Silvia Ferretti, Umberto Terruso
musiche eseguite dal vivo da Francesca Breschi
luci e scena Nando Frigerio
suono Emanuele Martina
video Umberto Terruso
costumi Alessia Lattanzio
assistente alla regia Alessandro Frigerio
produzione Teatro dell’Elfo e Fondazione Campania dei Festival
Teatro Elfo Puccini
sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano
Orari: martedì, mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30 | giovedì 8 maggio e tutti i venerdì ore 19.30 | domenica ore 16.00
Prezzi: intero € 38/34 | <25 anni € 15 | >65 anni € 20 | online da € 16,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021




