Tre governi in tre anni: la caduta del governo portoghese del premier Montenegro
Non c’è pace, istituzionale, per i governi della repubblica semipresidenziale portoghese. L’ultimo esecutivo di minoranza, quello a guida del primo ministro Montenegro, è entrato in carica nell’Aprile 2024 e sembrerebbe essere già al capolinea della sua esperienza politica. Entrato ufficialmente in carica a seguito delle elezioni parlamentari del 10 marzo 2024, l’attuale premier Montenegro presentò, meno di un anno fa, un esecutivo di minoranza sulla cui stabilità politica, fin dal suo insediamento, si addensarono molti dubbi. L’astensione dei socialisti, infatti, fu fondamentale per ottenere la fiducia della Camera.
Sebbene il suo Partito Social Democrata (Psd), che fa parte della famiglia popolare, è uscito vincitore delle elezioni anticipate del marzo 2024 all’interno della coalizione Alleanza Democratica conquistando 80 seggi, ottenendo solo due voti in più del Partito socialista del premier uscente António Costa, il partito di Montenegro per riuscire a governare ottenendo la maggioranza assoluta dei 116 seggi fu costretto a chiedere il sostegno, o per meglio dire l’astensione, proprio del partito socialista di Costa che ora sembrerebbe convinto a “staccare” la spina all’esecutivo.
Dalle ultime urne in Portogallo è uscito un Parlamento estremamente frammentato caratterizzato dall’ascesa del partito della destra radicale Chega, guidato da André Ventura, che ha quadruplicato la sua rappresentanza parlamentare conquistando 50 scranni, dal Partito Social Democrata e dal partito socialista che entrambi hanno ottenuto con 80 seggi. Questa situazione di eccessiva frammentarietà non ha permesso a una forza politica di ottenere la maggioranza assoluta determinando così la nascita di un governo di minoranza. Secondo i risultati ufficiali delle elezioni anticipate del 10 marzo, l’Ad ha ottenuto la maggioranza relativa con il 28,8 per cento dei voti e 80 seggi su 230, contro il 28 per cento e i 78 seggi del Partito socialista.
La crisi politica derivata dallo scandalo delle “consulenze” Spinumviva.
La questione che sta scuotendo il Portogallo e l’esecutivo Montenegro riguarda quindi una società privata, la Spinumviva, di proprietà della famiglia Montenegro, fondata nel 2021 dall’attuale premier lusitano. Quasi tre anni fa, esattamente giugno 2022, Montenegro annunciò che non sarebbe più stato l’azionista di maggioranza dell’azienda e l’organizzazione sarebbe stata gestita dalla moglie e dalle figlie. Tuttavia, il cambiamento non ha danneggiato gli affari di Spinumviva, infatti la compagnia ha fatturato 718mila euro in tre anni per consulenze prevalentemente effettuate in favore del colosso dei casinò e hotel Solverde, mentre nel 2021 era stato di appena 67mila euro. Lo scorso febbraio, diversi quotidiani portoghesi hanno sollevato una questione di conflitto di interessi che avrebbe coinvolto la società collegata a Montenegro, in quanto la società operando nel settore delle consulenze immobiliari, sarebbe stata ingaggiata dal colosso Solverde per “trarre” vantaggio e profitto dai rinnovi delle concessioni immobiliari, che scadono proprio nel 2025, che l’esecutivo Montenegro sembrerebbe aver iniziato a lavorare. Il premier ha cercato di minimizzare la questione respingendo le accuse di conflitto di interessi ma la sua difesa è risultata essere debole scatenando una tempesta politica, con le opposizioni che sono insorte e costringendo Montenegro a parlare al Paese in diretta televisiva all’inizio di marzo, dopo una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri.
Montenegro durante il suo intervento televisivo ha rivendicato l’operato positivo del suo governo, affermando che aprire una nuova crisi politica e tornare alle elezioni sarebbe un danno per il Paese, sfidando a questo punto le opposizioni, in particolare modo i Socialisti avvertendoli di “Dover dichiarare se l’esecutivo è in grado di andare avanti, altrimenti l’unica alternativa sarà quella di una mozione di fiducia in Parlamento”.
La mancata fiducia in Parlamento e la caduta del Governo Montenegro
Le reazioni alle parole del primo Ministro non si sono fatte attendere con André Ventura, leader del partito di estrema destra Chega che si è detto pronto a votare contro la mozione di fiducia del governo e di votare a favore della mozione di censura presentata dal PCP, il Partito Comunista portoghese. L’ultimo intervento, il più atteso quello dei Socialisti con il leader, Pedro Nuno Santos, ha inchiodato Montenegro comunicando che il partito socialista voterà contro la mozione di fiducia del governo, ma ha anche detto di non appoggiare la mozione di censura annunciata dai comunisti. In questa situazione il quadro politico sembrerebbe essere chiaro quindi, con i socialisti, in primis, che vorrebbero evitare le elezioni anticipate poiché i sondaggi non sono favorevoli, mentre il partito di estrema destra, Chega, che ha dichiarato di appoggiare la mozione di censura dei comunisti ed è stato il vero vincitore del voto 2024, intende invece capitalizzare il vento favorevole. Con il respingimento della mozione di fiducia votata nella serata di ieri, oggi si apre un nuovo scenario politico in Portogallo con il governo di Montenegro che voti alla mano è stato sfiduciato non avendo più la maggioranza parlamentare e quindi concludendo la sua esperienza politica dopo solo un anno con il paese che probabilmente andrà nuovamente a elezioni anticipate.
Quale futuro politico attenderà il Portogallo oggi è difficile dirlo, certamente saranno mesi molto complessi con le forze politiche portoghesi che saranno chiamate ad una nuova campagna elettorale, ad oggi tuttavia, l’unica certezza, molto flebile poiché anche lui in scadenza di mandato, rimane il Presidente della Repubblica, il socialdemocratico Marcelo Rebelo de Sousa che sarà chiamato a dover dipanare la matassa politica creatasi conducendo il paese in un porto sicuro mentre lo stesso sta versando in una condizione di tempesta politica.




