Tregua di 30 giorni, il sì di Kiev e lo scetticismo di Mosca
I colloqui per una proposta per un cessate il fuoco totale di trenta giorni nei combattimenti tra Russia e Ucraina si sono svolti ieri, 11 marzo, a Jedda, in Arabia Saudita. La proposta è arrivata congiuntamente dalla delegazione ucraina e quella statunitense, dopo otto ore di trattative.
L’accordo tra Stati Uniti e Ucraina
L’accordo tra Stati Uniti e Ucraina prevede, da una parte, la ripresa immediata delle consegne di aiuti militari e la condivisione di intelligence, interrotte da Donald Trump più di una settimana fa; dall’altra, il mantenimento, da parte ucraina, di una tregua totale di un mese, che deve essere approvata tuttavia dalla controparte russa. Approvazione che al momento non è ancora arrivata. «Speriamo che il presidente Putin approvi, così possiamo far cominciare lo spettacolo», ha dichiarato il presidente statunitense Donald Trump, aggiungendo un’espressione ripetuta diverse volte in questi giorni: «Il tango si balla in due».
L’intesa tra Kiev e Washington è giunta dopo il disastroso incontro tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump alla Casa Bianca, che aveva portato il tycoon a sospendere gli aiuti militare all’Ucraina, nel tentativo di costringere l’omologo ucraino ad accettare il suo duro piano di pace. Dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, gli Stati Uniti hanno fornito decine di miliardi di dollari di aiuti militari, con missili, artiglieria, carri armati, elicotteri e aerei da caccia forniti nei tre anni di guerra al governo ucraino. Dopo la notizia della sospensione degli aiuti da parte degli Usa, Zelensky aveva diffuso un messaggio in cui si dichiarava disponibile a collaborare, dicendosi pronto «a sedersi al tavolo dei negoziati il prima possibile».
Tra nuovi attacchi e lo scetticismo di Mosca
Al fine di «convincere la Russia ad accettare una tregua aerea», nella notte tra il 10 e l’11 marzo, poche ore prima dei colloqui di Jedda, l’Ucraina ha condotto un attacco in Russia con 337 droni, il più massiccio dall’inizio della guerra. Secondo le autorità russe, l’attacco ha causato 3 morti. «È un ulteriore segnale inviato al presidente Vladimir Putin», ha dichiarato Andrij Kovalenko, portavoce del Centro governativo ucraino contro la disinformazione. Intanto, l’esercito russo ha ripreso cinque insediamenti tenuti dalle truppe ucraine nella regione occidentale russa di Kursk nelle ultime 24 ore.
Nel frattempo, la Russia sta valutando la proposta di un cessate il fuoco con un misto di cautela e scetticismo. Fonti russe dichiarano che Vladimir Putin avrebbe difficoltà ad accettare l’idea del cessate il fuoco senza discutere prima i termini ed ottenere delle garanzie. «Guardate, state correndo un po’ troppo, non vogliamo farlo», è invece il commento del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.




