Il salone del business di Milano

Riesce a combinare affari, design e cultura. Ha visto debuttare oggetti, più che persone. E’ Made in Italy ma è conosciuto a livello internazionale. Cos’è? E’ il Salone del Mobile Milano. Dall’8 al 13 aprile 2025, a Milano, avrà luogo la 63° edizione del più importante appuntamento internazionale per la design industry, riservato alla stampa e agli operatori del settore nei giorni festivi e a tutti i visitatori nel fine settimana. Sono previsti più di 2000 espositori, 148 brand e oltre 169.000 mq di superficie espositiva interamente sold out!
Maria Porro, che ne è presidente, afferma: «Cogliere le nuove tendenze, l’evoluzione di un intero settore, coinvolgendo e ascoltando le community vicine e lontane, identificando nuovi approcci, metodologie e tecnologie, sperimentando. In una sola espressione ‘stare sulla frontiera’. Questa ancora oggi è l’ambizione del Salone del Mobile». Facciamo un passo indietro…
In quel di Milano
Era il 1961. Periodo del dopoguerra. Bisognava ricostruire gli animi e… le case. L’Italia stava attraversando una fase di imponente ricostruzione edilizia che riguardava, ovviamente, gli esterni, ma anche gli interni degli edifici. Gli anni 60 videro lo sviluppo della classe media e con esso, la nascita di un nuovo stile in materia di mobili: il Moderno. Il Moderno si caratterizzava per la sua semplicità e funzionalità. Nel marasma di piccole realtà produttive che organizzavano eventi locali per promuovere i propri mobili, ma senza grande risonanza, il 24 settembre, a Milano, nacque per la prima volta, il Salone del Mobile.
Fu scelto il capoluogo lombardo come città ospitante poiché, essendo la capitale economica del paese, avrebbe dovuto garantire una visibilità internazionale. La scelta si rivelò fruttuosa e l’evento, già alla sua prima edizione, fu un grande successo. Fino al 1991 si tenne ad anni alterni e da lì in poi divenne un vero e proprio evento annuale. Nel 1994 fu nominato primo salone del settore al Mondo e, nel millennio successivo, iniziò a tenersi anche all’estero (dal 2005 a Mosca e dal 2016 a Shangai).
GLI EVENTI COLLATERALI
Non sono mai mancati i cosiddetti “eventi collaterali”, riuniti sotto il nome di Fuorisalone, ossia tutti quegli eventi che avvengono in concomitanza del vero Salone del Mobile. E’ come se ci fosse una rivalità all’interno della città, tra chi vuole mantenere il senso dell’evento e chi, invece, tenta di trasformarlo in un’occasione che vada a vantaggio di una movida poco controllata e poco produttiva per il settore. Al Salone si tenta di condividere una passione, di stupire e divulgare cultura. Non mancheranno, infatti, grandi nomi del cinema e dell’arte, come Robert Wilson e Paolo Sorrentino.
Al Fuorisalone, invece, si tenta di emulare ma con obbiettivi differenti. Entrambi comunque, almeno dai milanesi, sono considerati gli eventi fondamentali della Milano Design week.
E ADESSO CHE SUCCEDE?
Il 2025 potrebbe essere un anno decisivo per comprendere la direzione verso la quale si sta andando. Il Covid19 ha provocato un exploit in materia di design che è andato progressivamente a calare fino al 2023. Il 2024 ha limitato i danni. E il 2025? Darà un colpo di mannaia o tornerà a rendere tale mercato galoppante?
Ad oggi, in seguito alla conferenza stampa tenutasi in occasione della kermesse dell’immobile di quest anno, sappiamo che mancheranno grandi brand come Giorgetti e Molteni, che hanno partecipato alla manifestazione per ben 61 volte, confermandosi puntualmente due tra le eccellenze del Made in Italy maggiormente apprezzate anche all’estero. Qualcosa non torna ma sarà tutto da vedere, comprese le reazioni successive in ambito imprenditoriale, perché per quanto le parole chiave dell’anima dell’evento siano “Emozione, Cultura e Ingegno”, è l’economia che tiene i fili del mondo.
Al Salone del Mobile Milano si fa business!
I NUMERI DICONO…
Come in tutti i settori produttori di beni durevoli, anche in materia di legno-arredo non sono mancate, e non mancheranno, discese e risalite, sebbene i dati parlino di lievi variazioni rispetto, ad esempio, al settore automobilistico. Il 2024 italiano è stato chiuso con questi numeri: oltre 21.000 aziende per 9,2 miliardi di ricavi, equivalenti al -3,1% di fatturato complessivo rispetto all’anno precedente. Il mercato accontenta l’alto di gamma e il low cost, ma la fascia intermedia sembra essere scomparsa.
In chiave di esportazioni abbiamo un -2,3% di export rispetto al 2023. Gli italiani, tuttavia, cercano nuovi mercati di sbocco, in particolare in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi uniti, dopo che Francia, Germania e UK hanno visto un brusco calo. Claudio Feltrin, presidente di Federlegno, dice: «Un mercato non si rimpiazza con un colpo di bacchetta magica, servono tre anni per raccogliere i primi frutti e cinque per ottenere un vero successo».




