Cesare Parodi, giurista vero!
Cesare Parodi, è lui il prescelto eletto dal Comitato direttivo centrale per ricoprire la carica di presidente dell’Associazione nazionale magistrati, con 32 voti su 36, prendendo il posto, così, dell’ex presidente Giuseppe Santalucia. Il passaggio del testimone è avvenuto certamente in un periodo non facile per la magistratura, in piena lotta contro il governo, e, dunque, cosa c’è da aspettarsi dal novellino?
Chi è il novellino?
Cesare Parodi, classe ‘62, nuovo in carica ma già ampiamente noto nell’ambiente di riferimento. In magistratura dal 1990, il successivo anno ha preso servizio a Torino, la sua città d’origine, nella procura presso la pretura, per poi, nel 1999, passare alla procura ordinaria presso il tribunale. Nel 2017 è diventato procuratore aggiunto con il compito di coordinare il pool fasce deboli, cioè il gruppo di pm specializzato nel contrasto ai reati da codice rosso, quali stalking, violenza sessuale o revenge porn. Autore e curatore di numerosi volumi e di circa 350 articoli di diritto e procedura penale, nonché esperto formatore e relatore in numerosi corsi della Scuola Superiore della Magistratura. Si può dire che il signor Parodi abbia la magistratura che scorre nelle vene come materia principale! Sul suo profilo WhatsApp figura il motto di Calamandrei, politico, giurista e avvocato italiano, motto che, tra l’altro, compare anche in numerosi striscioni, tra le mani di coloro che stanno muovendo le attuali proteste.
La domanda sorge spontanea… il neopresidente delle toghe, come gestirà la diatriba venutasi a creare, ma più che altro a radicare, tra la magistratura e il governo?
Da Meloni senza cedere
Il numero uno dell’Anm, eletto nelle fila di Magistratura Indipendente, la corrente moderata, non ha intenzione di fare passi indietro rispetto a quanto sta succedendo in questi giorni, non ha intenzione di appoggiare ed accettare la separazione delle carriere, nè, tantomeno, tutto ciò che concerne la riforma della giustizia promossa dal governo. La maggior parte della magistratura vede tutto ciò come un attacco all’indipendenza del potere giudiziario ed è qui che ha inizio la guerra!
”Noi siamo comunque un potere dello Stato. Sappiamo che le leggi le fa il Parlamento e le decide il Governo, ma come cittadini possiamo far valere le nostre ragioni”. Esordisce così presso la prima riunione del Comitato direttivo centrale. Sebbene non sia esattamente una vera e propria forma di dialogo, il 27 Febbraio ci sarà uno sciopero, indetto dall’Associazione Nazionale Magistrati, della durata di 24 ore, che riguarderà magistrati togati e onorari. Fino a quel momento tutti in aula con la coccarda tricolore sulla toga in tutte le udienze civili e penali.
To be continued…
Mentre il sottosegretario Mantovano auspica un superamento delle contrapposizioni e Forza Italia parla di “esordio pessimo” per il neocapo, Parodi vuole incontrare la premier per spiegarle con chiarezza, fermezza e lucidità quali sono le ragioni della mancata resa. Il discorso inizia con lo sciopero e prosegue con l’accettazione di un confronto da parte di Giorgia Meloni. Al momento non c’è ancora una data stabilita per l’incontro, l’unica cosa certa è che Parodi ha intenzione di utilizzare chiarezza e pacatezza per far valere le proprie ragioni, pur senza fare passi indietro.




