La Collezionista: quando i sogni non si mischiavano con la realtà
La Collezionista, una radiosa Ida Marinelli, appare sulla scena del Teatro Elfo Puccini di Milano in regale abito bianco. È stata la regina incontrastata del suo regno. Con la sua galleria d’arte moderna a Venezia, ha infatti portato alla città glamour, finanziamenti e turismo.
Ora però lei si avvicina al viale del tramonto in una Venezia che pare aver perso la sua immagine patinata e dove, sembra, si viene solo a morire.
Ed anche quelle opere, da lei collezionate, curate, protette, che tanto facevano parlare, sembrano ora non raccontare più niente. Al punto che nessuno vuole più finanziare i suoi progetti artistici.
Perfino Serse, il grande leone suo animale da compagnia, ruggisce sempre più pigramente. Come se la voce dell’arte, la sua forza comunicativa, sia andata smarrita. O forse è proprio l’arte a non esserci più.
Dice di essere serenissima, come la città, ma lo sgomento che talvolta appare sul suo volto sembra dire il contrario.
La Collezionista: i sogni non si mischiano con la realtà
Ed infatti è costretta ad ammassare i pezzi della sua collezione nel caveau della sua dimora.
Possedere una collezione d’arte oggi, sembra infatti un crimine contro l’umanità, un gesto autoritario, contro i principi democratici, come le tante opere imbrattate da zuppe colorate testimoniano.
L’arte così come è stata sino ad oggi, appannaggio di pochi, appare ora insostenibile. Anche dal punto di vista climatico. Cosa conservare allora di un’intera collezione? Forse le copie, prive del peccato dell’originale.
La Collezionista di Magdalena Barile, diretto da Marco Lorenzi, prodotto da Teatro dell’Elfo dove è in scena dal 9 gennaio al 2 febbraio 2025, parla infatti di arte in tutte le sue declinazioni.
È infatti liberamente ispirata alle figure di Peggy Guggenheim e di Luisa Casati Stampa eccentriche e carismatiche grandes Dames dell’arte e della vita mondana del Novecento europeo.
Entrambe donne moderne, sole, con amori libertini e fallimenti amorosi alle spalle, hanno abitato Palazzo Venier dei Leoni, trasformando questa dimora dalla suggestiva e decadente incompiutezza, nel mirabolante palcoscenico della loro vita privata e mondana.
Perché per loro i sogni non si mischiano con la realtà.
Tra ricordi, finzione e spettacolarizzazione.
Il testo dinamico, violento a volte ironico, si muove tra ricordi, finzione e spettacolarizzazione talvolta surrealista. Tanti gli spunti, i suggerimenti, le riflessioni abbozzate. Tutto si incontra, si scontra, si allontana. Così come i personaggi sulla scena, che appare inizialmente come una sala di una galleria d’arte.
La pièce è impreziosita dalle luci di Giulia Pastore, dai costumi di Elena Rossi, dalle scene di Marina Conti. Assistente alla regia è Giorgia Bolognani.
In scena, accanto a La Collezionista, Yuri D’Agostino, suo assistente e Barbara Mazzi e Angelo Tronca. Entrambi sono due giovani artisti rappresentanti della futura generazione artistica che vuole rottamare la precedente, delineando quella futura.
Che per La Collezionista si può spiegare ad un leone morente in quanto non c’è più! Mentre nel vuoto imbarazzante, i due giovani intravedono un nuovo e radicale atto creativo estetico.
La Collezionista
di Magdalena Barile
regia Marco Lorenzi
con Ida Marinelli e con Yuri D’Agostino, Barbara Mazzi, Angelo Tronca
scene Marina Conti
luci Giulia Pastore
costumi Elena Rossi
suono Gianfranco Turco
assistente alla regia Giorgia Bolognani
produzione Teatro dell’Elfo, A.M.A. Factory
foto proiettate sulla scena: Guido Harari e Armin Linke (dall’archivio del Teatro dell’Elfo)
foto dello spettacolo Laila Pozzo
prima nazionale
Teatro Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano
Orari: mart. e sab. ore 19.30 | merc. e giov. ore 20 | ven ore 20.30 | dom 16.30
Prezzi: intero € 38/34 | <25 anni € 15 | >65 anni € 20 | online da € 16,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021




