Morto Jean-Marie Le Pen, storico leader dell’estrema destra francese
È morto a 96 anni Jean-Marie Le Pen, ex leader e fondatore del partito di estrema destra francese Front National, che dal 2018 ha preso il nome di Rassemblement National. Lo riferisce la famiglia in una dichiarazione all’Afp. Il quotidiano francese Le Monde, nel suo necrologio, lo descrive come «l’uomo che ha rimesso l’estrema destra al centro della politica francese». La France Presse lo descrive come «eterno provocatore e pioniere dell’estrema destra europea», «tribuno senza pari, provocatore ossessionato dall’immigrazione e dagli ebrei, patriarca ostacolato dai suoi». Nonostante per molto tempo i suoi consensi siano stati relativamente bassi, Le Pen ha condizionato per anni il dibattito pubblico francese, soprattutto per i temi di immigrazione e di integrazione delle persone provenienti dalle ex colonie francesi. Il suo operato sarà «ora sottoposto al giudizio della storia, come afferma l’Eliseo dopo la sua morte. Il presidente francese, Emmanuel Macron, «esprime le sue condoglianze alla famiglia e ai suoi cari». Il premier Francois Bayrou commenta: al di là degli “scontri” politici, Jean-Marie Le Pen «è stato una personalità della vita politica francese». Per Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, Le Pen «ha sempre servito la Francia, difendendone l’identità e la sovranità, nell’esercito francese in Indocina e in Algeria».
Le Pen fu eletto in parlamento nel 1956 con il partito di estrema destra Union et fraternité française, un piccolo partito ultra-nazionalista. Fondò il Front National nel 1972 e ne rimase leader fino al 2011, portandolo a diventare il principale partito di estrema destra del paese, fra varie accuse di razzismo e antisemitismo per la sua retorica costantemente sopra le righe. Tra le altre cose in passato Jean-Marie Le Pen ha proposto l’isolamento forzato dei malati di HIV, accusato Jacques Chirac di essere «a libro paga degli ebrei», criticato con argomenti razzisti i giocatori neri della nazionale di calcio francese, e definito Nicolas Sarkozy «lo straniero» per via delle sue origini ungheresi.
Fra il 1974 e il 2007 si candidò alle elezioni presidenziali cinque volte e nel 2002 riuscì a sorpresa ad arrivare al ballottaggio. Il fatto che Le Pen fosse arrivato al secondo turno fu un evento inaspettato per gran parte della popolazione francese, dato che prima di allora l’estrema destra non era mai riuscita a ottenere simili consensi. Tutte le forze politiche si mobilitarono per evitare che venisse eletto presidente un politico di estrema destra: anche il principale giornale della sinistra francese, Libération, pubblicò un numero con il volto di Le Pen in copertina e la parola «No» scritta a grandi lettere. Al secondo turno Le Pen fu battuto dal politico conservatore Jacques Chirac. Il fatto che fosse arrivato per la prima volta al secondo turno rappresentò, però, un punto di svolta per l’estrema destra francese: negli anni successivi diventò sempre più popolare fino ad arrivare alle elezioni del 2024, in cui il Rassemblement National è stato il partito più votato. Nel 2011 la guida del partito fu affidata alla figlia, Marine Le Pen, che ne è ancora oggi leader insieme a Bardella, che è stato eletto presidente del partito nel 2022.




