Der letzte Tanz von Scholz: L’ultimo ballo di Olaf Scholz al Bundestag.
È previsto per oggi l’ultimo atto del cancelliere Olaf Scholz al Bundestag, dove lo scorso 11 dicembre ha posto la questione di fiducia al presidente Bärbel Bas, un passaggio praticamente obbligato dopo il crollo della coalizione semaforo e dopo la parentesi di governo di minoranza composto da SPD e Verdi. Il voto di fiducia di oggi al cancelliere Olaf Scholz al parlamento tedesco, che quasi certamente perderà, è solo l’ultimo passo di un processo iniziato all’inizio di novembre e culminato nella richiesta di elezioni anticipate il 23 febbraio, e anche se l’estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD) è destinata a cercare di mettere i bastoni tra le ruote la prossima settimana, ciò che accadrà dopo è in gran parte prevedibile.
Quando Scholz affronterà il Bundestag oggi, la maggioranza dei 733 legislatori del paese dovrebbe
votare contrario alla fiducia al leader del SPD, una procedura obbligata e codificata per garantire una transizione politica ordinata e necessaria per garantire le elezioni anticipate, dopo che la coalizione a tre partiti di Scholz è caduta il mese scorso.
Oggi Scholz rilascerà una prima dichiarazione al Bundestag di 25 minuti, in cui dovrebbe delineare le sue ragioni per chiedere il voto di fiducia, il suo discorso sarà seguita da un dibattito parlamentare della durata di circa due ore, dopo il quale i parlamentari si recheranno alle cabine per ritirare o confermare la loro fiducia nel cancelliere.
Un esito determinato?
Anche se è molto probabile che Scholz oggi verrà sfiduciato dal voto del Parlamento, tuttavia nulla è ancora deciso viste le incognite sul voto da parte di alcuni partiti all’interno del Bundestag. E il caso dell’AfD, che potrebbe all’ultimo decidere di non votare la sfiducia vista la tendenza del partito di estrema destra di sorprendere con decisioni politiche inaspettate nelle votazioni.
Alcuni parlamentari di Alternative fur Deutschland (AFD) hanno già dichiarato che stanno pianificando di sostenere Scholz perché temono che il probabile prossimo cancelliere, Friedrich Merz dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU), possa far precipitare la Germania in guerra essendo un sostenitore più forte dell’Ucraina contro la Russia di quanto non lo sia stato Scholz. Tuttavia, sebbene al momento solo una minoranza di 76 parlamentari dell’AfD dovrebbe votare a sostegno di Scholz, non è scontato che l’attuale cancelliere ottenga sostegno esterno da altri parlamentari di AFD, il che aprirebbe a uno scenario di confusione nel partito stesso visto che il direttivo di AFD sembrerebbe intenzionato a capitalizzare la debaclè politica di Scholz ed andare a elezioni anticipate per poi capitalizzare nel nuovo Bundestag i voti ottenuti con posizioni di forza all’interno del prossimo parlamento; L’AfD è attualmente al secondo posto nei sondaggi, il che probabilmente lo renderebbe la più grande forza di opposizione dopo le elezioni, e pertanto, ha tutto l’interesse a sciogliere il parlamento.
In questo scenario di possibili colpi di scena in ogni caso i capigruppo dei Verdi sembrano intenzionati a neutralizzare possibili sorprese dell’estrema destra invitando i loro parlamentari ad astenersi dal voto, questo significa che anche se tutti i parlamentari dell’AfD e il gruppo parlamentare del SPD di Scholz continuassero a sostenere la cancelleria Scholz, una maggioranza
sarebbe ancora complicata da costituire.
Cosa accadrà dopo la Sfiducia?
All’esito del voto sulla fiducia di oggi pomeriggio, se dovesse essere confermata la sfiducia al cancelliere Scholz, il Presidente della Repubblica federale Steinmeier provvederà all’atto finale e formale di scioglimento del Bundestag. “Se il presidente seguirà la mia proposta, gli elettori potranno eleggere un nuovo Bundestag il 23 febbraio”, ha detto Scholz mercoledì scorso all’esito del dibattito con i cronisti del parlamento tedesco.”
Scholz e il suo governo di minoranza, nel frattempo rimarranno al potere a pieno regime per la gestione delle attività correnti e ordinarie garantendo una transizione e la guida del paese a livello interno e a livello europeo, tuttavia, non avendo la maggioranza in parlamento si prevede un rapido cambio di guardia visto che gli è preclusa la possibilità di legiferare. All’inizio di novembre dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, Scholz è apparso davanti alle telecamere per annunciare che la sua malconcia alleanza tripartita stava crollando in modo piuttosto drammatico per le note questioni riguardanti il bilancio e la stabilità dei conti con il licenziamento finale del suo Ministro dell’economia Christian Linder.
La coalizione di Scholz, composta dal SPD, dai Verdi e dal Partito Liberal-Democratico ha segnato fin da subito crepe e complicazioni nel portare avanti l’azione di governo, sia l’SPD che i Verdi, infatti, sono stati favorevoli a una forte rete di sicurezza sociale e a grandi investimenti per accelerare la crescita economica e la transizione verso l’energia verde, mentre, d’altra parte, crede in una minore riduzione della spesa pubblica. Ad oggi i grandi favoriti nonché interessati all’esito del voto della sfiducia di oggi sono la CDU di Merz e il suo partito gemello bavarese, l’Unione Cristiano-Sociale, attualmente in testa nei sondaggi con un ampio margine, con il 32% dei consensi.
Con il centro Cristiano-liberale destinato a vincere le elezioni anticipate di febbraio, la grande domanda è chi diventerà il partner o i partner di coalizione minore e se saranno abbastanza forti da rendere possibile una coalizione di governo stabile. Le incognite su chi sarà l’alleato di governo del centro cristiano saranno ancora tutte da dipanare a causa dell’ascesa dell’AfD e della creazione della nuova Alleanza populista di sinistra Sahra Wagenknecht (BSW). Che sia la fine della cancelleria Scholz l’inizio di una nuova fase politica istituzionale per la Germania all’insegna della stabilità politica o la sua definitiva conferma di una instabilità istituzionale è tutto da vedere, certo è che la crisi economica e industriale dell’automotive e l’attuale crisi politica stanno mettendo alla prova la compostezza e la Staatsrason tedesca che hanno reso grande la ormai ex locomotiva europea.




