Roma. Inchiesta su 42 appalti per il rifacimento delle strade
Un’inchiesta avviata nella procura capitolina ha portato ad una serie di perquisizioni, con acquisizione di una gran massa di documenti, negli uffici del Dipartimento dei Lavori Pubblici del Comune di Roma e della Astral, Azienda strade Lazio Spa. Ad emergere è stato un sistema corruttivo con schema “classico”: un imprenditore coinvolto che, per ottenere i ricchissimi appalti sulla manutenzione delle strade di Roma, (gare da 100 milioni di euro complessivi) dispensava mazzette e utilità, come orologi e ristoranti, a pubblici ufficiali compiacenti.
Il procedimento ha acceso un faro sui fondi per il Giubileo e su presunte irregolarità in alcune gare di appalto. Su disposizione del sindaco Roberto Gualtieri sono stati avviati i controlli sugli interventi realizzati dalle ditte oggetto dell’indagine ed è stata disposta la costituzione di una commissione ispettiva tecnica composta da esperti di lavori pubblici per verificare la corretta esecuzione delle opere. Complessivamente sono cinque i pubblici ufficiali finiti nel registro degli indagati, tra loro anche funzionari dell’amministrazione capitolina oltre a due agenti della Polizia Stradale. Nel filone di indagine si contesta anche l’associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, riciclaggio e autoriciclaggio.
Secondo l’impianto accusatorio, dietro tutto ci sarebbe l’imprenditore Mirko Pellegrini, 46 anni, ‘dominus’ di una piccola galassia di aziende con cui puntava ad ottenere, in modo illecito, l’aggiudicazione degli appalti per il rifacimento del manto stradale “che nella maggior parte dei casi – si legge nel decreto di perquisizione – hanno avuto quale controparte ‘Roma Capitale’ per importi di circa 100 milioni di euro”. Le “attività di intercettazione ed i successivi accertamenti – sostengono gli inquirenti – hanno consentito di far emergere l’esistenza di un unico disegno criminoso e di un’associazione per delinquere”.
L’imprenditore, in particolare, avrebbe commesso frode nella pubblica fornitura di appalti tra i quali quelli in via della Serenissima, via della Magliana e piazzale De Bosis. A Pellegrini è contestato di non avere adempito “dolosamente agli obblighi contrattuali previsti e ponendo in essere espedienti maliziosi e ingannevoli idonei a fare apparire l’esecuzione del contratto conforme agli obblighi assunti, in particolare in relazione allo spessore del manto di asfalto e alle quantità del materiale impiegato”. In sostanza con il pubblico ufficiale compiacente si utilizzava meno materiale di quanto previsto. Le verifiche sono ancora in una fase embrionale e riguardano una quarantina di appalti affidati negli ultimi due anni.
L’inchiesta nasce da un’intuizione investigativa del pm che, collegando una bancarotta di entità marginale di una delle sigle riconducibili al 46enne con le attività di un sospetto prestanome, è riuscito a ricostruire la rete di società che operavano sotto il cappello della Gruppo Pellegrini. Pellegrini è indagato per corruzione, turbativa d’asta, frode nelle pubbliche forniture, riciclaggio e autoriciclaggio assieme a quattro funzionari del Campidoglio e a uno dell’Astral (l’agenzia regionale per la viabilità) in una inchiesta del pm Lorenzo Del Giudice e del Comando provinciale della finanza, coordinata dagli aggiunti Giuseppe Cascini e Paolo Ielo. Sotto osservazione ci sono lavori per 92 milioni di euro complessivi, 72,2 dei quali con Roma Capitale, e un totale di 75 appalti, di cui 42 sulla viabilità capitolina.




