Al Parione si beve da Generone
A poca distanza da Piazza Navona c’è la vineria Generone ed oggi ci facciamo raccontare la sua storia direttamente dal titolare, Alessandro.
Ciao Alessandro come nasce l’idea di questo locale?
Affonda le sue radici direttamente nel terreno famigliare seppur in un campo totalmente diverso, quello dell’editoria. Mio nonno era il titolare della Play Press, con la crisi del 2005 mio papà entra nel ramo della ristorazione e anni dopo apre il suo primo ristorante. Generone invece lo gestisco io da circa un anno con l’idea di dare al rione uno spazio meno turistico ma più romano, con la speranza di far tornare la gente del posto ad uscire di più e trovare un locale con una propria identità, non la classica vineria che apre e dopo poco tempo chiude. Creare un vero e proprio punto di ritrovo.
Generone da cosa si differenzia dagli altri locali?
Sicuramente per la cura del dettaglio a trecentosessanta gradi, dai quadri presenti che sono quelli che erano in casa di mio nonno ad i suoi prodotti unici anche in cucina. Per fare un esempio tangibile la carne viene direttamente dal nostro macellaio di fiducia a Campo dé Fiori. Un’altra cosa alla quale teniamo molto è la convivialità ed il rapporto che abbiamo con i nostri clienti; uno dei nostri ingredienti principali è l’autenticità.
L’idea del nome è la tua?
Noi abbiamo dato le linee guida e ci siamo affidati ad uno studio di professionisti. Con papà abbiamo valutato tutte le proposte e poi abbiamo scelto quella che rispecchiava più l’anima e l’identità del locale.
Andiamo sul pratico: una portata e un drink made in Generone alle quali sei più legato.
La Franco Califano: Schiacciata con porchetta d’Ariccia, cipolle caramellate e pecorino romano. Panino che lego alla nostra prima attività nata nel 2015 a Castel Sant’Angelo. Sui drink invece va molto il Tommy’s spicy margarita anche se il Basil smash lo reputo un cocktail molto più italiano poiché legato al basilico.
C’è l’idea un domani di aprire anche all’estero?
Sì, ma ammetto che mi mancherebbe molto la mia città, Roma. Ho avuto la fortuna di girare anche altre nazioni e vedere altre realtà diverse da quella italiana. Il romano ed il suo modo di viversi la convivialità non è così facile da trovare, ed è un particolare al quale sono molto attaccato. L’unico posto al mondo dove ho percepito le stesse vibrazioni è stato il Messico.
Grazie Alessandro ed in bocca a lupo per il futuro.




