Cooperazione Italia-Cina: focus su auto elettriche e IA
Nel 2023, i rapporti commerciali tra Italia e Cina hanno mostrato un significativo squilibrio a favore degli esportatori cinesi, con un deficit commerciale notevole per l’Italia. Nei primi undici mesi dell’anno, l’export italiano verso la Cina ha raggiunto i 17,7 miliardi di euro, mentre le importazioni dalla Cina hanno toccato i 44,6 miliardi di euro, generando un surplus commerciale di circa 26,9 miliardi di euro a favore di Pechino. Questo squilibrio riflette una tendenza consolidata del modello economico cinese orientato all’export, che negli ultimi due decenni ha visto l’Italia importare molto di più di quanto esporti verso la terra cinese.
Uno degli obiettivi principali delle relazioni commerciali dell’Italia con la Cina è il ribilanciamento di questo rapporto commerciale. L’ambasciatore italiano a Pechino, Massimo Ambrosetti, aveva già sottolineato la necessità di rendere l’interscambio più equilibrato e di attirare investimenti qualificati per stimolare la crescita economica italiana. Nonostante lo squilibrio cronico, il 2023 ha segnato un cambiamento significativo: per la prima volta dal 2017, il deficit commerciale dell’Italia nei confronti della Cina potrebbe ridursi. Nel 2022, il deficit ammontava a 41,5 miliardi di euro, ma i dati parziali del 2023 suggeriscono che sarà inferiore.
Questo miglioramento è dovuto a due tendenze principali: un aumento significativo dell’export italiano verso la Cina e un calo delle importazioni cinesi verso l’Italia. L’export italiano è cresciuto notevolmente, raggiungendo già a novembre 2023 il livello complessivo delle esportazioni del 2022. Il settore farmaceutico ha svolto un ruolo trainante, con una crescita quasi del 400% nei primi tre trimestri del 2023. D’altro canto, le importazioni cinesi sono diminuite drasticamente, passando da 57,9 miliardi di euro nel 2022 a 44,6 miliardi di euro nei primi undici mesi del 2023. I dati dell’Istat mostrano contrazioni superiori al 20% in settori chiave come il tessile, la chimica, la metallurgia e i macchinari.
Questo calo delle importazioni cinesi è più legato alla difficile congiuntura economica interna della Cina che a motivazioni politiche. I primi segnali di contrazione sono apparsi a fine 2022, in concomitanza con le difficoltà economiche cinesi. Il ritiro dell’Italia dal memorandum sulla Belt and Road Initiative (BRI) ha rappresentato una sfida diplomatica significativa. Tuttavia, grazie a una gestione diplomatica accorta, l’uscita è avvenuta senza gravi contraccolpi economici per le imprese italiane. La chiave di questo successo è stata la gestione delle ricadute in termini di immagine pubblica e l’inquadramento istituzionale del rilancio del Partenariato strategico globale come alternativa alla BRI.
In questo quadro, una recentissima nota di positività è emersa dai colloqui tra il Presidente cinese Xi Jinping e la Premier italiana Giorgia Meloni, durante i quali Xi ha espresso apertura a una maggiore collaborazione tra i due Paesi. Xi ha dichiarato che la Cina è disposta a importare più prodotti italiani di alta qualità e a collaborare con l’Italia per promuovere la cooperazione in investimenti economici e commerciali, produzione industriale, innovazione tecnologica e mercati di terzi. Inoltre, ha evidenziato la volontà di esplorare nuove aree di cooperazione, come i veicoli elettrici e l’intelligenza artificiale.
Secondo Xi, la cooperazione aperta nelle catene industriali e di fornitura globali è essenziale per uno sviluppo vantaggioso per tutti. Ha sottolineato che la Cina non persegue l’egemonia e desidera condividere opportunità di sviluppo con altri Paesi. Ha auspicato che l’Italia comprenda e sostenga questa filosofia, svolgendo un ruolo costruttivo nella promozione del dialogo e della cooperazione Cina-UE.
Il Presidente cinese ha ribadito l’importanza di aumentare la collaborazione bilaterale, soprattutto nei settori emergenti come le auto elettriche e l’IA. Ha affermato che con le trasformazioni globali in corso, scambi e solidarietà aiuteranno i Paesi a progredire insieme, mentre isolamento e divisione porteranno a una regressione. Ha concluso che lo spirito della Via della Seta dovrebbe essere mantenuto e sviluppato per favorire relazioni bilaterali stabili e vantaggiose per entrambi i Paesi.
Dal punto di vista commerciale, il 2023 ha visto una leggera riduzione del deficit commerciale dell’Italia con la Cina. È probabile che gli sforzi diplomatici italiani a Pechino si concentreranno nel rafforzare questo risultato, cercando di aumentare ulteriormente l’export italiano. Un mezzo per raggiungere questo obiettivo potrebbe essere l’azione diplomatica europea, che ha spinto molto per migliorare la reciprocità nell’accesso al mercato cinese. La Cina ha mostrato segni di disponibilità politica nei confronti dell’Italia, come l’esenzione unilaterale di un anno dal bisogno di richiedere un visto per i cittadini italiani intenzionati a recarsi in Cina.
Riannodare il dialogo politico con la Cina in questo momento presenta evidenti opportunità per il governo italiano, con l’obiettivo di sviluppare relazioni bilaterali vantaggiose e promuovere uno sviluppo economico reciproco.




