Il rimpasto di governo di Putin scuote l’apparato militare russo
Il presidente russo Vladimir Putin ha deciso di sostituire alla guida del ministero della Difesa Serghei Shoigu, in carica da 12 anni, con un civile, Andrei Belousov. L’economista è stato scelto a partire da un elenco di nomine ministeriali pubblicate dal Consiglio della Federazione, la camera alta del parlamento russo. Poco dopo, Putin ha anche pubblicato i decreti che vedranno Shoigu passare a dirigere il Consiglio di Sicurezza nazionale prendendo il posto di Nikolai Patrushev. L’ex segretario del Consiglio di Sicurezza è diventato, invece, suo vice e assistente.
“Shoigu continuerà a lavorare in questo settore (la difesa), che conosce bene“, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. “Lo conosce molto bene dall’interno, insieme ai suoi colleghi e partner del suo precedente posto di lavoro“, ha poi aggiunto. Il rimpasto di governo, inoltre, non va a toccare il ministro dell’Interno Vladimir Kolokltsev e i capi degli apparati di sicurezza: quello del servizio d’intelligence interna (Fsb) Alexander Bortnikov, quello dei servizi per l’estero Serghei Naryshkin, il comandante della Guardia nazionale Viktor Zolotov e il direttore del Servizio di sicurezza federale, Dmitry Kochnev.
Shoigu era stato nominato ministro della Difesa nel 2012. Durante il suo servizio non gli è mai mancato l’appoggio di Putin. Nemmeno in occasione delle battute d’arresto militari conseguite nell’ultimo periodo. In particolar modo in occasione della mancata cattura della capitale ucraina Kyiv e la ritirata dalle regioni nord-orientali di Kharkiv e di Kherson. Inoltre, è stato sostenuto anche in occasione dell’insurrezione di Yevgeny Prigozhin, defunto leader del gruppo paramilitare Wagner. La sua posizione era sembrata vacillare soltanto in occasione dell’arresto di un suo vice, Timur Ivanov, per una serie di episodi di corruzione che ammontano a oltre un miliardo di rubli (10 milioni di euro). In quell’occasione – in cui, a dire il vero, la situazione militare russa era la migliore dell’ultimo anno e mezzo – alcune fonti del Moscow Times affermarono di vedere nell’arresto di Ivanov un segnale del “declino dello status del ministro Shoigu”.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che l’ex-ministro della Difesa non si occuperà di cose troppo diverse da quelle che l’hanno assorbito dal 2012 ad oggi. Infatti, ricoprire la carica di segretario del Consiglio di Sicurezza, sarà anche responsabile del Servizio federale per la cooperazione militare-tecnica. Belousov, invece, non ha alcun trascorso militare; tuttavia, negli ultimi anni è stato uno dei consiglieri economici più influenti di Putin. Il neo-ministro della Difesa ha 65 anni, alle sue spalle sta gran parte dell’attività governativa del settore economico e finanziario russo.
Inoltre, tra il 2012 e il 2013 è stato ministro dello Sviluppo economico; mentre, dal 2013 è stato consigliere del presdiente per gli affari economici e da gennaio 2020 è stato primo vice premier, fino a diventare, appunto, ministro della Difesa. Putin non è nuovo alla nomina di un civile come responsabile della Difesa dello stato. Peskov ha motivato questa scelta di governo spiegando la necessità di “innovazione” avvertita all’interno del ministero della Difesa. Un dicastero che, ha aggiunto, “deve essere assolutamente aperto all’introduzione di idee avanzate e alla creazione di condizioni per la competitività economica“.
Non cambia, invece, nel rimpasto generale di governo la posizione dell’attuale ministro degli Esteri Serghei Lavrov che conferma la sua gestione ventennale della diplomazia russa. Per quanto riguarda il primo ministro Mikhail Mishustin, dopo le elezioni presidenziali di metà marzo che hanno visto il Presidente russo riconfermato alla guida del Cremlino con plebiscitario di oltre 87%, si era dimesso. Infatti, a seguito a seguito del giuramento del 7 maggio di Putin per il suo quinto mandato, come da regola della Costituzione, ha dovuto abbandonare la carica. Nonostante ciò, appena pochi giorni fa, Mishustin è stato riconfermato da Putin nella carica di premier.
La decisione è stata perlopiù interpretata in risposta all’esigenza di un forte segnale di continuità politica. Infatti, la Russia si trova in un momento storico e nazionale estremamente delicato in quanto alle prese con un conflitto che dura da oltre due anni. Lo stesso Putin ha affermato in prima persona che il governo Mishustin ha “fatto molto” in “condizioni difficili”. Inoltre, poco prima del giuramento, incontrando il gabinetto, aveva anche affermato che sarebbe stata necessaria nuovamente l’esperienza dei ministri uscenti per sostenere il prossimo esecutivo.




